Archivi categoria: Articoli

LA POTENZA DELL’AGLIO da spezia ad antitumorale

LA POTENZA DELL’AGLIO
( da spezia ad antitumorale )

L’Aglio è la pianta più semplice e più comune che esista, viene coltivata in tutto il mondo, appartiene alla famiglia delle liliacee, il bulbo fresco o essiccato rappresenta la parte usata sia come spezia che come pianta medicinale.

Cenni Storici:

Conosciuto fin dalle prime civiltà Assiri e Babilonesi, veniva utilizzato dai faraoni che ne davono uno spicchio tutte le mattine ai lavoranti delle piramidi affinchè non si ammalassero. Documenti sanscriti testimoniano dell’uso dell’aglio circa 5000 anni or sono, così come il Codice Ebers, un papiro egizio di argomento medico risalente al 1550 a.C. cita l’aglio come efficace rimedio contro una serie di disturbi come ipertensione, mal di testa, morsicature, parassitosi. Certamente era una medicina istintiva e prerazionale non si conoscevano certo le molecole dell’aglio.
Nel 1721, durante un’epidemia di peste a Marsiglia, per seppellire i morti furono chiamati quattro pregiudicati reclusi, che si dimostrarono immuni alla malattia. La loro immunità era dovuta ad una mistura formata da aglio fatto macerare nel vino che avevano bevuto. Questa bevanda divenne famosa in Francia come:”vinaigre des quatre voleurs”(aceto dei quattro ladri) ancora oggi si trova in Francia. Anche il Manzoni nel 1800 nei Promessi Sposi cita i monatti come coloro che seppellivano i morti di peste e non si ammalavano in quanto si cospargevano di aglio.
L’attività antibiotica dell’aglio fu notata anche da Pasteur nel 1858, mentre Albert Schweitzer l’usò in Africa contro la dissenteria amebica, fu anche utilizzato come antisettico nelle prevenzione delle cancrene durante le due guerre mondiali.

Composizione chimica

Contiene un olio essenziale costituito da composti contenenti zolfo:allicina, diallildisolfuro ed altri.
Questi composti volatili sono ritenuti i responsabili della maggior parte delle proprietà farmacologiche dell’aglio. Altri costituenti sono:alliina (S-allil e S metil-L-cisteina sulfossido), proteine,oligoelementi ( selenio), vitamine, glucosinolati ed enzimi.
L’allicina è la responsabile dell’odore pungente dell’aglio.

Attività farmacologica

Attività antimicrobica
Molti studi dimostrano come l’aglio abbia un’attività antimicrobica a largo spettro contro batteri, virus, vermi, funghi.

Attività antibatterica
Alcuni lavori effettuati sia in vitro che in vivo dimostrarono come sia il succo di aglio che l’allicina inibissero la crescita di specie di Staphylococcus, Streptococcus, Bacillus, Brucella e Vibrio a basse concentrazioni.
In studi più recenti si è riscontrato che i preparati di aglio fresco, di aglio essiccato sotto vuoto e di aglio polverizzato sono degli efficaci antibiotici contro molti batteri tra cui: Staphylococcus aureus, Streptococcus alfa e beta emolitico, Escherichia coli, Proteus vulgaris, Salmonella e Klebsiella pneumoniae. In questi studi gli effetti antimcrobici dell’aglio sono sovrapponibili a quelli di antibiotici di uso comune di prima generazione come le penicilline, le tetracicline, il cloramfenicolo e l’eritromicina.

Attività antifungina
L’aglio ha dimostrato in molti studi in vitro e in vivo un’apprezzabile attività antifungina.
In studi specifici su animali è stato dimostrato come l’aglio inibisca la Candida albicans e come sia più potente della nistatina e del violetto di genziana.

Effetti antielmintici
Nella società contadina veniva usato nei bambini contro gli ossiuri, gli ascaridi e le tenie, oggi è stata dimostrata scientificamente l’attività antielmintica dell’aglio contro i comuni parassiti dell’intestino.

Effetti antivirali
E’ stata dimostrata un’attività antivirale sia in vivo nei topi nelle infezioni da virus dell’influenza che in vitro dell’aglio fresco e dell’allicina.
In vitro l’aglio fresco, l’allicina ed altri composti solforati dell’aglio hanno distrutto i virus herpes simplex di tipo 1 e 2, parainfluenzale di tipo 3. Il virus della stomatite vescicolare e il rhinovirus umano di tipo 2.

Effetti immunostimolanti e antitumorali
Gli estratti di aglio e di allicina hanno dimostrato significativi effetti antitumorali negli studi su animali. Negli studi sull’uomo si è evidenziato come l’aglio inibisca la formazione di nitrosamine (potenti precursori cancerogeni che si formano durante la digestione).
Gli studi epidemiologici altresì hanno dimostrato come esista una correlazione fra consumo di aglio e tumori. Infatti nelle comunità dove si consuma più aglio l’incidenza tumorale è inferiore. Ad esempio in Cina in uno studio comparativo sulla popolazione di regioni diverse si è evidenziato come i decessi per tumore dello stomaco erano significativamente inferiori dove il consumo di aglio era più elevato.

Applicazioni Cliniche dell’aglio

Prima di parlare delle applicazioni cliniche dell’aglio occorre fare una premessa doverosa sui preparati che si trovano in commercio. Questi preparati per essere accettati dai consumatori sono molte volte sviliti della componente principale dell’aglio che è l’allicina responsabile dell’odore pungente e poi dell’alitosi che si crea dopo aver ingerito l’aglio. Quindi l’aglio inodore a volte è meno efficace dell’aglio fresco che contiene tutto il totum della pianta stessa. I prodotti standardizzati in commercio devono fornire una dose quotidiana di almeno 10mg. di alliina o un potenziale di allicina di 4000 microgrammi. Questa quantità è approssimativamente uguale ad uno spicchio (4 gr.) di aglio fresco.Occorre perciò incoraggiare tutti coloro che sono ipertesi, dislipidemici con alti livelli di colesterolo a mangiare almeno uno o più spicchi d’aglio tutte le mattine a digiuno.
L’aglio infatti ha dimostrato in numerosi studi in doppio cieco, controllati con placebo, di prevenire le malattie cardiovascolari (infarto ed ictus) attraverso un abbassamento del colesterolo del 12%, delle LDL del 15%, dei trigliceridi del 10% e un aumento delle HDL del 15%.

Studio su vegetariani che non mangiavano aglio

Negli anni ‘80 i ricercatori studiarono vari gruppi di vegetariani con diete identiche della comunità di Jain in India alcuni gruppi mangiavano aglio ed altri no. Furono osservati numerosi effetti vantaggiosi nei lipidi del sangue in coloro che mangiavano aglio, mentre il fibrinogeno nel sangue era molto alto nel gruppo che non mangiava aglio.

Aglio come ipotensivo
Sia sull’uomo che sugli animali l’aglio ha mostrato di possedere un’attività ipotensiva. Infatti in pazienti ipertesi è stato dimostrato un abbassamento della pressione sistolica di 20-30mm Hg. e di quella diastolica di 10-20mm Hg. Il meccanismo antipertensivo dell’aglio sembra essere in relazione al suo contenuto di zolfo e alla sua capacità di abbassare i livelli lipidici.

Aglio come inibitore dell’aggregazione piastrinica

L’aggregazione piastrinica è un grave rischio per le malattie cardiovascolari (infarto-ictus) che può provocare, prevenirla attraverso l’inibizione con preparazioni standardizzate di aglio significa prevenire l’aterosclerosi e le sue più dirette conseguenze.

Studio in doppio cieco

A 120 pazienti con aumentata aggregazione piastrinica sono stati somministrati 900mg. di aglio estratto secco al 1,3% di alliina- ad altri 120 un placebo, per 4 settimane.

Gruppo trattato con aglio:
-scomparsa aggregazione spontanea piastrine
-aumento microcircolazione cutanea del 47,6%
-diminuzione viscosità del sangue al 3,2%
-diminuzione pressione diastolica
-diminuzione concentrazione di glucosio nel sangue.

Aglio nella prevenzione dell’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità( LDL)

E’ stato effettuato uno studio su volontari sani trattati con 600mg. di preparato d’aglio contenente 7,8 mg. di alliina al giorno per 14 gg.
Dopo 2 settimane hanno presentato il 34% di minor predisposizione alle ossidazioni delle lipoproteine.
Questo risultato è tanto più valido visto il breve periodo di trattamento per sviluppare un effetto sull’ossidazione delle lipoproteine

Tossicità dell’aglio
L’aglio fa parte del nostro DNA l’abbiamo sempre mangiato fin dal primo uomo per cui non rappresenta un qualcosa di estraneo per il nostro organismo, per cui viene riconosciuto dai nostri enzimi e metabolizzato senza effetti collaterali. Quindi ai dosaggi alimentari comunemente usati non arreca nessuna tossicità.

Pietro Mascheri

Bibliografia

Michael T Murray ND Il potere delle piante medicinali CEC editore 2003 Milano

Block E:The chemistry of garlic and onions. Sci Am March 1985 pp.114-118

Adetumbi MA and Lau BH: Allium sativum natural antibiotic.Med Hypothesis pp.227-237, 1983.

Huddleson IF et al: Antibacterial substances in plants.J Am Vet Med Assoc. pp.394-397. 1994.

Sharma VD,et al: Antibacterial property of Allium sativum Linn: In vivo and in vitro studies.Indian J Esp Biol pp.466-468, 1977

Weber ND,et al:In vitro virucidal effects of Allium sativum extract and compounds. Planta medica pp. 417-423, 1992.

You WC, et al:Allium vegetables and reduced risk of stomach cancer: J Natl Cancer Inst, pp.162-164, 1989.

Nagabhushan M, et al: Anticarcinogenic action of diallyl sulfide in hamster buccal pouch and forestomach. Cancer Lett. Pp.207-216. 1992.

Prevenzione e cura della maculopatia

PREVENZIONE E CURA CON PIANTE MEDICINALI DELLA MACULOPATIA

CHE COS’E’ LA MACULOPATIA:
La maculopatia è una malattia che colpisce la macula cioè la zona della retina che serve alla visione distinta delle cose (consente di riconoscere i volti, di leggere, di guidare)

SINTOMATOLOGIA:
Il sintomo principale della maculopatia è la perdita della funzione visiva. Chi è affetto da patologia maculare accusa una perdita di visione al centro del campo visivo (scotoma positivo) da non confondere con la visione di una macchia nera nella zona centrale del campo visivo (scotoma negativo).
Altro sintomo comune nelle maculopatie è la distorsione delle immagini ad esempio le righe di collegamento fra le mattonelle o le piastrelle non si vedono più diritte.

La nostra formulazione galenica per la prevenzione della maculopatia, ha tenuto conto dello studio effettuato dai ricercatori del Wills Eye Institute di Philadelphia che hanno avviato una prima sperimentazione i cui risultati sono stati resi pubblici nel 2001 come studio AREDS 1.
Tali risultati hanno dimostrato come una combinazione di vitamine A (betacarotene)-C-E con zinco e rame, è in grado di contribuire a ridurre del 25% il rischio di sviluppare la maculopatia.

In seguito altri ricercatori hanno voluto verificare se aggiungendo gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena ( omega 3) assieme a due carotenoidi come la luteina e la zeaxantina suo isomero, si potesse aumentare il beneficio e ridurre il rischio di progressione della degenerazione maculare legata all’età in fase avanzata. Questo ultimo studio è stato denominato AREDS 2.
Lo studio ha dimostrato come l’aggiunta degli acidi grassi, omega 3, non apporti nessun beneficio, mentre la luteina e la zeaxantina possono sostituire il betacarotene che nei fumatori può incrementare il rischio del tumore al polmone. Quindi per i fumatori la formulazione giusta è quella con la luteina mentre i non fumatori possono aggiungere il betacarotene.

Visto che in commercio formulazioni che tengono conto dello studio AREDS 2 ci sono ma hanno dosaggi alquanto limitati, il farmacista potrebbe preparare in laboratorio una formulazione galenica a base soprattutto di piante medicinali, supportata anche da una dieta appropriata, che tenga conto dei due studi AREDS .

Formulazione Galenica:

Rosa Canina 250 mg.
Vitis vinifera 50 mg. ( resveratrolo 5%)
Calendula 10 mg.
Zinco gluconato 15mg.
Rame ossido 2 mg.
a capsula e di tali 60 capsule
pos. 2 cap. die ai pasti.

Rosa Canina : 100 gr. di cinorrodonti principio attivo, contengono la stessa quantità di vitamina C di un Kg. di agrumi.

Vitis Vinifera semi d’uva rossa: contengono il 95% di proantocianidine che conferiscono ad essa un’azione prettamente antiossidante( 50 volte più elevata di quella della vitamina E e della vitamina C) e antiradicalica e per questo viene utilizzata per:
1)Disordini venosi e capillari inclusa l’insufficienza venosa.
2)Vene varicose
3)Fragilità capillare
4)Disordini retinici, inclusa la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare.
Studi clinici hanno mostrato risultati positivi nel trattamento di queste patologie.

STUDIO IN DOPPIO CIECO CON ESTRATTI DI SEMI D’UVA SULLA FUNZIONE VISIVA

A 100 volontari sono stati somministrati 200mg. al giorno di estratto secco titolato al 5% in resveratrolo di vitis vinifera (semi e acini d’uva rossa) ad altri 100 un placebo, per 6 settimane. Nel gruppo trattato è stato notato un miglioramento significativo della funzione visiva, al buio e dopo stimolazione con luce intensa, che era correlato al miglioramento della funzione retinica.

Calendula:
La Calendula fiori estratto secco contiene flavonoidi, carotenoidi, luteina, polisaccaridi, sesquiterpeni viene utilizzata per via sistemica nella formulazione galenica vista sopra, per le sue proprietà antiossidanti.

La Luteina:
La luteina è un carotenoide (pigmento costitutivo della retina) molto importante per la salute e il corretto funzionamento dell’occhio. Questa sostanza giallo-arancio non solo serve a proteggere la macula formando una sorta di filtro (macula lutea) che la difende dalle radiazioni e quindi dai radicali liberi che i raggi UV sprigionano, ma influisce sulla qualità della nostra vista. Infatti un carenza di luteina e di antiossidanti, può essere una delle maggiori cause della degenerazione maculare senile e della cataratta.
La Luteina è quindi un pigmento che appartiene alle xantofille che si estrae dalla Calendula e rientra nella categoria dei carotenoidi in quanto la sua struttura è simile a quella del beta carotene. Assumendo l’estratto secco di Calendula la luteina si deposita nell’occhio, precisamente nella macula, l’area centrale dell’occhio. In natura la troviamo associata ad un suo isomero la zeaxantina entrambe solubili nei lipidi e in olio per cui occorrerebbe assumerla durante i pasti per facilitarne l’assorbimento.
IL ruolo della Luteina, come visto sopra, è quello di assorbire la luce, di fare da schermo ai raggi solari impedendo che questi raggiungano i fotorecettori della retina e li danneggino.
Inoltre è un ottimo antiossidante che combatte i radicali liberi.
La Luteina oltre che nella Calendula si trova in natura nella verdura a foglia verde (spinaci.broccoli-basilico-bieta-radicchio rosso-nelle foglie di rapa- nei cavolini di Bruxelles-nelle barbabietole-nelle albicocche-nelle carote-nel mais-nel pomodoro che contiene anche il licopene altro antiossidante) la troviamo anche nel tuorlo d’uovo

Effetti Antiossidanti.
Gli estratti di Calendula fiori hanno mostrato effetti antiossidanti nei confronti della perossidazione lipidica liposomale.

Oggi in oculistica si può fare preventivamente nei bambini un’analisi specifica sul DNA per vedere se in futuro potranno soffrire di maculopatia. Per tutti coloro che sono a rischio molti oculisti utilizzano in pediatria come antiossidanti le Bacche di Goij che possono essere associate anche negli adulti alla formulazione galenica sopra riportata.

BACCHE DI GOIJ

Le baccche di Goij sono originarie del Tibet ( si narra che i monaci tibetani grandi consumatori di queste bacche siano i più longevi del mondo)
La pianta si presenta come un arbusto alto 3 metri con fiori di color viola, mentre il frutto è di color rosso arancio acceso e di sapore dolce come quello del mirtillo.
In Oriente questo frutto viene utilizzato sia in ambito culinario che salutistico, rientra infatti nella tradizionale medicina cinese come tonico ed elisir di longevità e benessere grazie alle sue notevoli proprietà antiossidanti . Esse sono infatti ricche di polisaccaridi, vitamine ( acido ascorbico, acido nicotinico, tiamina- riboflavina ecc.) di minerali, flavonoidi, carotenoidi ( betacarotene –zeaxantina) di aminoacidi e oligoelementi.
Da 20 a 50 bacche die sono sufficienti a rallentare il nostro stress ossidativo e quindi a preservare le nostre cellule.

DIETA APPROPRIATA PER LA PREVENZIONE DELLA MACULOPATIA:

La dieta deve essere ricca di verdura a foglie verdi e di frutta colorata.

VERDURA:
Spinaci-bietola-radicchio rosso-cavolini di Bruxelles-verza-pomodori-barbabietole rosse-carote-mais- broccoli-zucca gialla- peperoni gialli- basilico-origano-semi di girasole ricchi in vitaminaE-paprika-peperoncino rosso in plovere entrambe contenenti vitamina E, preferibilmente crudi o cotti al vapore.

FRUTTA:
Albicocche-melone-mango-nespole del giappone-papaia-sorbe-arancie-limoni-pesche gialle-kiwi-mele-uva nera-mirtilli-fragole-cachi-pompelmi.
Frutta secca:
Nocciole-pinoli-mandorle-noccioline americane-pistacchi-noci.
La frutta e la verdura vanno consumate tutti i giorni almeno 5 volte al giorno.

Inoltre occorre utilizzare almeno 2-3 volte la settimana tuorlo d’uovo ricco in luteina.
Condire con olio di lino biologico che contiene omega 3 e vitamina E da alternare ad olio di oliva extravergine che contiene omega 6. Si potrebbe utilizzare dell’olio di semi di lino o extravergine d’oliva assieme all’estratto secco di Calendula titolato al 3% in luteina( ogni litro 30 gr. di estratto secco di Calendula), in modo da condire con quest’olio ricco di luteina.

Bibliografia: P.Mascheri Salute-Malattia 2012 Litograf Ed.PG.
ESCOP monographs 2/ed.2003 Stuttugart Germany.
M.T.Murray Il potere delle piante medicinali 2003 Cec Ed.Mi
Journal of molecular medicine marzo 2013
Report n.20(Arch.Oophtnalmol 2007 –2008
(125-pag.671-679-126 pag.826-833)

Pietro Mascheri

Le Proprietà antitumorali della Curcuma

LE PROPRIETA’ ANTITUMORALI DELLA CURCUMA

La Curcuma da pianta utilizzata nel settore culinario come spezia, a pianta recentemente utilizzata come antitumorale.
La Curcuma deve inizialmente la sua fama per essere un ingrediente del curry insieme al coriandolo, alla noce moscata, allo zenzero, alla cannella, ai chiodi di garofano e al peperoncino.
Il rizoma costituisce la droga della pianta e fra le numerose sostanze che contiene le più importanti sono: i curcuminoidi tra i quali la curcumina principale principio attivo a cui deve le sue molteplici proprietà terapeutiche.

Proprietà terapeutiche della Curcuma
Coleretica-
Colagoga-
Antinfiammatoria-
Antiossidante-
Immunostimolante-
Antitumorale-

Effetti antitumorali

Alcuni Autori sostengono che la popolazione indiana grande consumatrice della Curcuma a livello culinario, abbia una bassa incidenza tumorale.

Le proprietà antitumorali della Curcuma sono confermate da studi in vitro e in vivo che hanno evidenziato come la curcumina inibisca l’angiogenesi tumorale bloccandone la crescita.

La Curcuma e la curcumina non sono mutageni ed inibiscono l’attività mutagena dei composti mutageni, quali il fumo condensato di sigaretta, il benzopirene, il dimetilbenzantracene. La Curcuma e la curcumina sono efficaci contro gli effetti cancerogeni di numerosi composti chimici su numerosi tipi di cellule sia in vitro che in vivo, inoltre la curcumina è efficace nel diminuire i livelli di mutageni nelle urine. Inibisce anche la formazione di nitrosamine ( precursori tumorali )

Effetti antiossidanti

La Curcuma aumenta l’efficacia del sistema antiossidante corporeo, aumenta i livelli di glutatione e di altri composti sulfidrilici non proteici.
La Curcuma ha riscosso notevole interesse nella terapia preventiva delle malattie neurodegenerative. Alcuni studi hanno dimostrato un effetto antiossidante marcato in modelli di stress ossidativo e di invecchiamento precoce e nei disturbi legati all’età.
Uno studio recente ha rivelato che la somministrazione di curcumina può ridurre la stimolazione ossidativa delle proteine G nella membrana dei neuroni cerebrali da parte di agenti ossidanti come la omocisteina .

Effetti cardiovascolari

Gli effetti cardiovascolari associati all’assunzione di curcumina, tra l’altro a basse dosi, includono l’abbassamento dei livelli di colesterolo e di trigliceridi, diminuzione delle LDL e inibizione dell’aggregazione piastrinica.

Effetti antinfiammatori

La curcumina regola numerosi fattori di trascrizione: citochine, protein -chinasi ed enzimi legati al processo infiammatorio soprattutto acuto.

Effetti epatici

La curcumina ha dimostrato un effetto epatoprotettore simile a quello della silimarina nel test del tetacloruro di carbonio e della galattosamina, questa attività è in parte dovuta al suo potere antiossidante. L’aumento delle transaminasi indotte nei modelli sperimentali dell’infiammazione, viene inibito dal trattamento con curcumina. La curcumina esercita anche attività coleretica aumentando l’escrezione degli acidi biliari oltre ad aumentare la solubilità della bile ( effetto benefico nelle colelitiasi ).

Effetti gastrointestinali

La Curcuma e i suoi componenti esercitano un’azione antispasmodica a livello gastrointestinale, inibitrice della formazione di gas intestinali e un’azione protettiva della mucosa gastrica attraverso una maggior produzione di mucina.

Applicazioni Cliniche

La Curcuma e la curcumina oggi vengono utilizzate nella prevenzione e nel trattamento coadiuvante dei tumori, nell’infiammazione, nell’aterosclerosi, nei disordini epatici, nelle colelitiasi e nella sindrome del colon irritabile.
Come visto sopra la Curcuma e la curcumina hanno dimostrato effetti protettivi significativi contro lo sviluppo dei tumori in sistemi sperimentali con l’uso di animali ma anche sull’uomo.

1) In uno studio in doppio cieco a 16 fumatori è stato somministrato ogni giorno per 30 giorni 1,5 gr. di Curcuma estratto secco titolato. Alla fine del trattamento è stato rilevata una significativa riduzione del livello di mutageni urinari su coloro che avevano assunto la Curcuma.
Questo dato è significativo in quanto il livello di mutageni urinari, si pensa, sia collegato con il livello di cancerogeni in circolo.

La Curcuma dovrebbe essere utilizzata da tutti noi quotidianamente visto che tutti siamo esposti al fumo di sigaretta, agli inquinanti, alle piogge acide, agli idrocarburi aromatici e ad altri cancerogeni ambientali.

2) Gli estratti di Curcuma e la curcumina hanno dimostrato un’azione antitumorale diretta in tumori cutanei sull’uomo.
Sessantadue pazienti con carcinoma ulcerativo a cellule squamose orale o cutaneo che non avevano risposto a trattamenti standard, come chirurgia, radiazioni, chemioterapia, sono stati trattatati con applicazioni topiche di estratto etanolico di Curcuma ( quelli con tumore orale) e con unguento a base di curcumina allo 0.5% ( quelli con tumore cutaneo) tre volte al dì per 18 mesi. Al termine del trattamento : a) l’odore delle lesioni era ridotto del 90%-b) l’essudato e il prurito del 70%
c) il dolore del 50% -d) il diametro delle lesioni del 10%.
Anche se i risultati soprattutto sulla guarigione della lesione non sono stati eccezionali va ricordato che questi pazienti non avevano risposto alle terapie antitumorali standard.

Anche se sono necessarie ulteriori e nuove ricerche sull’uomo, esistono ad oggi diversi studi che supportano l’uso di Curcuma e curcumina nella prevenzione e nel trattamento coadiuvante dei tumori.

Dose

La Curcuma può essere consumata quotidianamente nella dieta. Per avere effetti terapeutici occorre utilizzare più alte dosi di Curcuma o di estratti di Curcuma e di curcumina.
La dose raccomandata di curcumina come antinfiammatorio è di 400-600- mg. tre volte al dì.
Per aumentarne l’assorbimento occorre associarla alla bromelina e prenderla circa 20 min. prima dei pasti.

Effetti collaterali-tossicità

Non sono state segnalate reazioni avverse o tossiche ai livelli standard di assunzione.

Pietro Mascheri

Bibliografia

Ramprasad C and Sirsi M: Curcuma longa and bile secrezion-quantitative changes 108-110
Kuttan R Potential anticancer activity of turneric Curcuma longa, 197-202 1985
Nagabhushan N. and Bhide SV: Curcumin as inhibitor of cancer, 192-198 1992
Michael T. Murray,N.D. Il potere delle piante medicinali CEC Editor Mi,2003.

Colesterolo come prevenirlo e curarlo con le piante medicinali

COLESTEROLO

Come prevenirlo e come curarlo con le piante medicinali

Oggi sono in grande aumento i soggetti con il quadro lipidico alterato (aumento di colesterolo e trigliceridi nel sangue).
Tutti sappiamo che l’aumento di grassi nel sangue, soprattutto quelli animali, predispone ad un rischio cardiovascolare e quindi a lungo andare all’ infarto o all’ictus.
Le ultime statistiche del Ministero della Salute affermano che oggi in Italia il 35% della popolazione muore di malattie cardiovascolari.

Quando occorre controllare il colesterolo?

-Quando abbiamo in famiglia un parente che ha il colesterolo alto

-Quando abbiamo uno stile di vita stressogeno ( lo stress chiude le
vie di eliminazione del colesterolo)

-Quando siamo obesi, ipertesi e gottosi

Se siamo in una di queste condizioni occorre controllare il colesterolo
totale e le frazioni HDL-LDL e i TG.

Ma occorre soprattutto esaminare le nostre abitudini sia quelle alimentari, sia quelle legate agli impegni di lavoro e allo stress che ci procuriamo continuamente.

LA PREVENZIONE

-Alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione
-carne bianca-pesce azzurro-
-legumi-cereali
-olio di oliva extravergine a crudo da alternare ad olio
-di lino o di salmone contenenti omega 3
-pane e pasta integrale.

EVITARE

-fritti-grassi animali-burro-margarina-formaggi
stagionati-insaccati-zuccheri semplici-superalcolici

Inoltre fare movimento quotidiano almeno 30 minuti al giorno per 5-6 gg. la settimana

LA CURA

La Statina Naturale: Monascus ruber went
Visti gli effetti collaterali delle statine di sintesi (mialgie-calo della libido ed altro) oggi si preferisce adoperare come farmaco naturale anticolesterolemico il Monascus o lievito rosso, l’unico che con una posologia adeguata ha un’azione sovrapponibile e a volte migliore delle statine di sintesi.
Esso è costituito da una muffa che cresce naturalmente sull’amido e sul foraggio.
E’ formato da vari ceppi che contengono principi attivi come: composti terpenoidi-menivolina-monochine che sono inibitori del HMG-COA riduttasi ( 3-idrossi-3 metil glutaril coenzima A riduttasi ).
Lo stesso meccanismo d’azione delle statine di sintesi ma rispetto ad esse senza effetti collaterali.

LA STORIA

Nel 1979 fu scoperto un nuovo e potente inibitore dell’enzima HMG-COA riduttasi isolato da un ceppo di Monascus e fu chiamato Monokolina K.
Da questo metabolita naturale vennero successivamente elaborati e sintetizzati altri composti di sintesi chimica come la Simvastatina e la Pravastatina, che vengono oggi utilizzati in tutto il mondo come farmaci anticolesterolemici.
La Monokolina K è senza dubbio il principio attivo responsabile delle proprietà anticolsterolo degli estratti di Monascus.

STUDI CLINICI

Gli studi clinici americani così come quelli effettuati in Cina, sono stati fatti con i vari ceppi di Monascus ruber cioè con il Monascus Purpurens.
I risultati, utilizzando i vari ceppi di Monascus, sono stati sovrapponibili.
L’azione del Monascus sul nostro metabolismo lipidico sembra essere di gran lunga superiore a qualsiasi altro prodotto naturale come: aglio-comiphora Guggul-omega 3-policosanoli-carciofo ecc.

SCHEMA DI TERAPIA

Per soggetti con colesterolo totale da 250 a 300 mg./dl.

Monascus purpureus E.S. titolato al 5% in monacoline
300mg. a capsula
Pos. 3 cap. die ai pasti x 2 mesi

Per soggetti con colesterolo totale da 220 a 250 mg./dl.

Monascus purpureu E. S. titolato al 3% in monacoline
300mg. a capsula
Pos. 2 caps. die ai pasti principali x 2 mesi

Pietro Mascheri

Piante Adattogene

PIANTE ADATTOGENE
Come Prevenire e Curare lo Stress

Quando c’è bisogno di una maggior resistenza ai molteplici impegni quotidiani, all’aumento di stress, alle avversità della vita, ebbene allora possiamo rivolgerci alle piante cosidette adattogene che aiutano l’organismo a migliorare il proprio metabolismo aumentando la resistenza fisica e psicologica, riportando l’armonia nella nostra mente.
Le piante adattogene quindi possono prevenire e curare lo stress senza bisogno di andare in clinica come accade in Danimarca dove sono state create delle vere e proprie cliniche per la cura dello stress.

Le Proprietà di una Pianta adattogena:
1)Non deve essere tossica.
2)Deve aumentare la resistenza dell’organismo verso un largo numero di fattori esterni nocivi.
3)Deve normalizzare le funzioni biologiche.

Quando e a chi consigliare le Piante adattogene:

A coloro che sono sempre sotto stress.
Agli studenti durante la preparazione degli esami.
A tutti coloro che chiedono dei preparati naturali per riprendere forza e vigore.
Agli sportivi che affrontano gare e allenamenti impegnativi.
A chi si sente triste e svogliato.
Ai manager sempre impegnati mentalmente in decisioni importanti.
Alle persone anziane per rivitalizzare mente e corpo.

Quindi come visto sopra il farmacista può consigliare ad un largo numero di persone le piante adattogene come fitocomplesso (totum della pianta) adattando la concentrazione di esse al fabbisogno di ogni soggetto.

LE PIANTE MEDICINALI ADATTOGENE

Witania (Withania somnifera L. fam.Solonaceae)
I componenti principali della Witania sono: alcaloidi, lattoni steroidei ( Withanolidi ) e aminoacidi.
E’da sempre utilizzata come tonico-adattogeno e afrodisiaco. L’azione adattogena è da attribuire agli steroidi ( Withanolidi), mentre l’azione a livello del S.N.C. è dovuta alla presenza di aminoacidi come la Colina che è il precursore dell’Acetilcolina la cui carenza provoca perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, e disturbi del sonno.
Da ricordare uno studio effettuato dalla Banares Hindu University di Varanasi, India, ha dimostrato come la Witania nel cervello del ratto provochi un aumento dei livelli di superossi Dismutasi, Catalasi e Glutatione Perossidasi, tutti antiossidanti che confermerebbero l’azione neutrofica della Witania.
Non ha effetti collaterali occorre solo non utilizzarla in coloro che hanno malattie autoimmuni in quanto ha una azione immunomodulante, e in coloro che assumono ansiolitici in quanto anche essa ha un’azione ipnotico-sedativa.

Bacopa (Bacopa Monnieri L.)
La Bacopa è una pianta utilizzata da sempre in India per rafforzare la memoria e stimolare l’intelletto. I principali componenti della Bacopa sono i Bacosidi (A-B) responsabili dell’attività sulle funzioni cognitive. Occorre utilizzare il fitocomplesso al 20% in bacosidi in modo che 300-400mg. di fitocomplesso è equivalente a 50-60 mg. di bacosidi.
Anche per la Bacopa i molteplici studi clinici e farmacologici hanno dimostrato che il suo meccanismo d’azione è legato alla stimolazione delle vie colinergiche infatti, la sua somministrazione, determina un aumento dei marker colinergici. Studi più recenti hanno dimostrato anche un’attività antiossidante e ansiolitica che conferisce alla Bacopa azione neurotrofica e adattogena da utilizzare in situazioni stressogene e ansiogene.

Azione Neuroprotettiva della Bacopa
-Aumento attività Protein-chinasi (riparazione neuroni danneggiati)
-Azione chelante dei metalli
-Azione scavenger sulle specie reattive dell’ossigeno.
-Diminuzione dei perossidi lipidici.
-Inibizione dell’attività della lipossigenasi.

Il fitocomplesso di Bacopa monnieri al 20% in bacosidi in uno studio randomizzato su soggetti anziani, controllato in doppio cieco, ha dimostrato di :
–migliorare l’elaborazione cognitiva.
-sopprimere l’attività dell’acetilcolinaesterasi a livello plasmatico.
-migliorare l’attenzione.
-migliorare la memoria.

Quindi può essere consigliata nei soggetti anziani sia come neurotrofico che come adattogeno.

Rodiola rosea

La Rodiola rosea è considerata un ottimo adattogeno superiore al Ginseng.
Il fitocomplesso della Rodiola contiene glicosidi (salidroside) e rosavin, flavonoidi, olio essenziale, acidi organici, tannini.

Proprietà della Rodiola:
-Adattogene-stimolanti la memoria, l’apprendimento, la performance fisica ed intellettuale.
-Immunostimolanti.
-Antidepressive e anti –ansia.
-Coadiuvanti il controllo del peso.

Molti studi sia in Russia che in Europa hanno evidenziato le proprietà del fitocomplesso Rodiola sull’aumento delle capacità mnemoniche e intellettive, tali proprietà sono probabilmente dovute agli effetti equilibranti di dopamina e noradrenalina da parte del salidroside e del rosavin.
Lo stress sappiamo tutti che quando cronicizza può portare ad uno stato di ansia generalizzato che poi a lungo andare sfocia nella depressione, ebbene la Rodiola con le sue proprietà anti-ansia e antidepressive, può essere indicata per tutti quei soggetti stressati, ansiosi e un po’ depressi.

Eleuterococco ( Eleutherococcus senticosus )
Studi sperimentali e clinici hanno dimostrato che l’Eleuterococco possiede proprietà adattogene, cioè ha la capacità di aumentare la resistenza aspecifica allo stress e alla fatica.
La sua caratteristica principale come adattogeno è quella di normalizzare e di inibire la fase di allarme della reazione allo stress. Proprietà dovute ai suoi principi attivi ( eleuterosidi).
E’ stato utilizzato sia dagli atleti russi che francesi alle olimpiadi di Los Angeles come aumentate la resistenza agli sforzi prolungati (gare).
Un’altra caratteristica interessante dell’Eleuterococco è quella di avere un’azione protettiva sugli animali esposti ai raggi X sia per esposizione singola che prolungata.
Questi risultati, supportati da studi clinici,suggeriscono come l’Eleuterococco può essere utile nella protezione delle radiazioni nocive e di aiuto nella radioterapia di pazienti con tumori.

Applicazioni Cliniche:
-Può essere utilizzato come tonico generale.
-Aumenta la capacità di resistenza a numerose condizioni fisiche avverse (calore-rumore-movimento-aumento dei carichi di lavoro).
-Aumenta la vigilanza mentale e la produttività nel lavoro.
-Migliora la qualità del lavoro prodotto in condizioni di stress e le prestazioni atletiche.

Sindrome da fatica cronica
Uno degli studi più interessanti e tradizionali dell’Eleuterococco è stato quello nel trattamento della “ sindrome da fatica cronica”(CSF). Essa è caratterizzata da affaticamento persistente e da vari sintomi neuro-psicologici inclusa la depressione. Si tratta di un calo delle difese immunitarie dovuto allo stress cronico. L’Eleuterococco sembra in grado di correggere lo stato di affaticamento, la diminuita sensazione di benessere e le funzioni immunitarie compromesse.

Infatti in uno studio in doppio cieco a 36 soggetti sani sono stati somministrati 10ml. di estratto fluido di Eleuterococco ad altri 36 il placebo per 4 settimane. Il gruppo trattato con Eleuterococco ha dimostrato un significativo miglioramento del numero di linfociti T-helper e dell’attività dei linfociti NK (natural Killer)

Gli studi clinici sono stati condotti su soggetti maschi e femmine di età compresa fra i 19 e i 79 anni, le dosi di fitocomplesso da 100 a 200mg. a cap. variavano da 3 a 6 cap. die per periodi di 90 gg. consecutivi.

Schisandra ( Schisandra chinensis)

I molti studi scientifici hanno dimostrato come la Schisandra abbia proprietà adattogene, immunomodulanti, antiossidanti e antinfiammatorie. I suoi componenti attivi vanno ricercati nel suo olio essenziale ricco di vitamine A-C-E-fosfolipidi, steroli, tannini.
La Scisandra trova impiego nella debolezza, nella astenia, nello stress prolungato ma anche come antiossidante per l’alto contenuto delle vitamine A-C-E. Stimola il S.N.C. migliorando la capacità di rendimento e i riflessi, aumenta le difese immunitarie, è stata utilizzata con risultati positivi anche nell’affaticamento visivo infatti migliora l’astigmatismo e la miopia, aumenta la resistenza maschile nell’atto sessuale e la libido femminile. Infine trova applicazione anche nella tosse e nell’asma.

FORMULAZIONI FITOTERAPICHE

Per chi fa sport anche a livello agonistico:
Fitocomplesso
Eleuterocco 200mg.
Rodiola 100mg. a cap. Pos. Da 3 a 6 cap.die

Per studenti durante la preparazione degli esami:

Fitocomplesso
Witania 100mg.
Bacopa 100mg.
Eleuterococco 100mg. a cap. Pos.3 cap. die

Per anziani:
Fitocomplesso
Rodiola 100mg.
Bacopa 100mg.
Witania 100mg. a cap. Pos. 3 cap. die

Per manager e per coloro che sono sempre sotto stress:
Fitocomplesso
Eleuterococco 100mg.
Bacopa 100mg.
Rodiola 100mg. a cap. Pos. 3 cap. die

Pietro Mascheri

Bibliografia

Michael T. Murray, N.D. Il potere delle piante
CEC editore, 1995 Mi

Calabrese C. Gregory WL. aa.vv. Effects of a standardized Bacopa
monnieri extract on cognitive performance, anxiety and depression
in theelderly ecc. 2008.
Russo A. Izzo AA.Borrelli F. Free radical scavenging capacity
and protective effect of Bacopa monnieri . 2003.
Mascheri P. Salute e Malattia ed.Litograf Città di Castello 2013.

Diabete Mellito di tipo II

DIABETE MELLITO DI TIPO II

Consigli dietetici e Terapie Fitoterapiche
per prevenire il rischio di diventare diabetici.

Il diabete è una malattia che non da sintomi ed è per questo molto più pericolosa, infatti quando ci si accorge, molte volte i danni cardiovascolari sono irreversibili.
Può essere ereditario o sopraggiungere oggi, anche prima dei 40 anni quasi sempre in condizioni di obesità e vita sedentaria. Quindi possiamo prevenirlo attraverso lo stile di vita (dieta e movimento).
Ogni persona che ha dei familiari con diabete mellito deve controllare la glicemia e l’emoglobina glicosilata ( Hgb).
Lo zucchero nel sangue è sotto il controllo dell’insulina che viene prodotta dalle cellule beta del pancreas. L’insulina controlla la glicemia e favorisce la penetrazione del glucosio nelle cellule attraverso i recettori insulinici.
Il controllo della glicemia si può paragonare ad una bilancia (tab. 1) in cui vi è da una parte un sistema ipoglicemizzante rappresentato dall’insulina e dall’altra un sistema iperglicemizzante nel quale intervengono gli ormoni sotto il controllo ipofisario (ormone somatotropo e glucocorticoidi) ad equilibrare il sistema della glicemia nel sangue.

_ +

insulina glicemia glucagone

Tab.1

La perturbazione di questo equilibrio dipende da tanti fattori ma una delle cause principali è da attribuire ad errori alimentari e alla sedentarietà.

LE CAUSE DEL DIABETE

L’alimentazione di molte persone è ricca di grassi saturi, di zuccheri semplici e di zuccheri composti, povera di fibra. Gli acidi grassi saturi alterano la composizione fosfolipidica delle membrane cellulari creando una rigidità della membrana stessa, tanto da influenzare l’efficacia ei recettori insulinici.
Infatti i recettori insulinici del soggetto obeso hanno una ridotta mobilità che ne diminuisce l’efficienza per cui il consumo continuo di zuccheri semplici e di cibi raffinati con poca fibra e unito allo scarso movimento, produce una stimolazione eccessiva del pancreas, provocando un esaurimento progressivo delle cellule beta produttrici di insulina.
L’unione di questi due fenomeni (recettori meno sensibili e minor secrezione di insulina) provocano un lento deterioramento del sistema ipoglicemizzante che è all’origine della malattia diabetica.
La gravità della malattia diabetica si evidenzia a lungo termine per l’insorgenza di alcune complicanze relative ad una iperglicemia prolungata. Esse sono di origine vascolare e interessano sia le arterie (ipertensione arteriosa-infarto-ictus) che il sistema venoso (retinopatia diabetica).

LA PREVENZIONE

La prevenzione consiste sempre nella dieta:

-Verdura e frutta di stagione da mangiare
prima dei pasti 5 volte al giorno-
-Pane e pasta integrali-
-Pesce azzurro-
-Carne bianca-
-Legumi e Cereali
-Olio di Oliva extravergine-

Cibi da evitare
-Zuccheri semplici e composti raffinati
-fritti-insaccati-formaggi stagionati-
Mantenere il peso nella norma aiutati
dal movimento quotidiano.

tab.II

L’utilità della fibra
La proprietà idrofila della fibra è quella di formare un gel che permette di diminuire l’assimilazione dei nutrienti ( in modo particolare zuccheri e grassi) e quindi di rallentare l’assorbimento dei glucidi. Ciò fa si che non si formi mai nel sangue il picco iperglicemico tab.III
Picco che porta alla secrezione di insulina e allo stoccaggio di grassi e zuccheri sotto forma di trigliceridi nel tessuto adiposo. Quindi senza la fibra stimoliamo molto di più il nostro pancreas e accumuliamo peso, con la fibra risparmiamo insulina e non ingrassiamo.

Glicemia

Picco iperglicemico
200

Ipoglicemia rebound

100

Tab.III

Mangiando cibi raffinati (zucchero bianco-dolci-cioccolate –caramelle ecc.) nel nostro sangue dopo 2 ore si crea il picco iperglicemico seguito da ipoglicemia rebound. Questo significa che gli zuccheri semplici sono cibi che hanno poca sostanza infatti dopo qualche ora abbiamo fame di nuovo ( ipoglicemia rebound), è come dar fuoco alla carta abbiamo una grande fiamma che però si spegne poco dopo. Il nostro organismo ha bisogno invece di poca fiamma ma costante, cosa che avviene con la dieta consigliata sopra ( tab.II )

PIANTE MEDICINALI IPOGLICEMIZZANTI

Sono state censite circa 150 piante ipoglicemizzanti ma dagli ultimi esperimenti solo alcune si sono dimostrate realmente efficaci.

-EUCALIPTO ( Eucalyptus globulus )
Recentemente si è scoperto che le foglie di eucalipto posseggono anche un’attività ipoglicemizzanti dovuta alla presenza di eterosidi chiamati (caliptosidi). La sperimentazione ha dimostrato che l’eucalipto attenua leggermente la glicemia dei non diabetici e regola la glicemia dei diabetici. In tutti i casi migliora la capacità di tolleranza al glucosio riducendo i picchi di glicemia.

-GINSENG ( Panax Ginseng)
La sperimentazione ha dimostrato una notevole attività ipoglicemizzante nei diabetici (ginsenosidi). I ginsenosidi agiscono simultaneamente sull’insulina per stimolazione delle isole pancreatiche e sul glicogeno per diminuzione della glicogenesi epatica. Inoltre il ginseng potenzia l’effetto insulino-secretore del glucosio plasmatico.
Nei soggetti diabetici sotto trattamento con antidiabetici orali , l’assunzione concomitante di ginseng permette di diminuire le dosi del farmaco di sintesi.

-FIENO GRECO
In virtù delle sue proprietà anabolizzanti agisce anche a livello del pancreas regolarizzando la secrezione di insulina. Riduce notevolmente l’iperglicemia indotta dal test di tolleranza al glucosio, infatti la fenugrechina aumenterebbe la risposta pancreatica e migliorerebbe il legame insulina –recettore. In più grazie alle fibre (tegumento del seme) diminuisce l’assorbimento digestivo degli zuccheri. Il fieno greco può essere considerato un vero ipoglicemizzante naturale.

LAGERSTROEMIA speciosa
La sua azione ipoglicemizzante è dovuta all’acido corosolico che stimola il trasporto cellulare del glucosio (studi clinici). Infatti dagli esperimenti condotti da Yamasaki docente presso Istitute of Pharmaceutical Scienze della Hiroshima University School of Medicine, si vide che gli estratti acquosi di Lagerstroemia stimolavano l’up take del glucosio con azione insulino-simile.

– GYMNEMA silvestre
L’estratto do Gymnema ha mostrato risultati positivi nel diabete di tipo II. In uno studio su 22 soggetti diabetici dopo somministrazione di 400mg./die di estratto di Gymnema, tutti i soggetti hanno mostrato un migliorato controllo dei livelli glicemici e 21 su 22 hanno ridotto la terapia con antidiabetici orali.
E’ interessante notare che l’estratto di gymnema non produce effetti collaterali ed esercita l’effetto ipoglicemizzante soltanto in presenza di diabete, infatti somministrato a volontari sani, non produce alcun effetto ipoglicemizzante.

-MOMORDICA CHARANTIA
Frutto tropicale coltivato in Asia, Africa, Sud America, ha l’aspetto di un cetriolo. L’azione ipoglicemica è stata documentata sia nell’uomo che in modelli sperimentali. La charantina principale principio attivo, ha un’attività ipoglicemizzante superiore alla sulfanilurea.
Inoltre contiene un polipeptide simile all’insulina con azione ipoglicemizzante quando iniettato sottocute nel diabete di tipo I.

STUDI:

-57 ml. di succo die- miglioramento del 73% della tolleranza al glucosio.
-15 gr. di estratto acquoso die – riduzione del 54% della glicemia post-prandiale
e del 17% dell’emoglobina glicosilata.

-ATRIPLICE alimo (Atriplex alimus)
Arbusto ramificato dell’area mediterranea è molto diffuso nella valle del Giordano.
I ricercatori notarono che i ratti del deserto alimentati con una dieta standard per ratti di laboratorio, sviluppavano una grave forma di diabete. Alimentando gli stessi con Atriplice era possibile indurre la reversione della malattia. Ulteriori studi condotti in Israele sull’uomo hanno dimostrato come Atriplice sia efficace nel diabete di tipo II alla posologia di 3 gr. die.

-PLEROCARPUS marsupium
Viene utilizzato in India per la cura del diabete di tipo II. Contiene l’epicatechina un flavonoide che previene il danno delle cellule beta del pancreas nei ratti, oltre a migliorare la funzionalità delle cellule beta negli animali diabetici.
L’epicatechina è contenuta anche nel the verde .
Bibliografia:
Michael T. Murray.N.D. Il potere delle Piante Medicinali
Pietro Mascheri Salute e Malattia.

La Fitoterapia nella cura degli animali

LA FITOTERAPIA NELLA CURA DEGLI ANIMALI

Sempre di più i cani e i gatti fanno parte integrante della famiglia, sempre di più quindi siamo coinvolti in un rapporto affettivo importante che ci spinge a curarli come curiamo noi stessi.
Molti veterinari affermano che per capire le cause delle malattie di cani e gatti occorre intervistare il proprietario come se i disturbi e le abitudini dell’uno si trasmettano agli animali.
Contrariamente a noi i cani e i gatti quando stanno male non si lamentano non ci chiedono nulla, sta a noi capire i loro messaggi, nutrirli in giusto modo con cibi idonei ( ci sono cani e gatti obesi che hanno tutti i disturbi degli uomini ) .
Quindi anche per cani e gatti occorre far prevenzione attraverso la dieta, le passeggiate e quando è possibile le terapie naturali a base di piante medicinali. E’ infatti nel loro istinto curarsi con erbe medicamentose quando hanno dei disturbi.
Il farmacista e la farmacia possono essere un punto di riferimento per i proprietari di cani e gatti attraverso le preparazioni galeniche con piante medicinali personalizzate a seconda del peso e della razza dell’animale.
E’ in costante crescita l’utilizzo dei preparati fitoterapici in ambito veterinario sia per gli animali d’affezione che per quelli da reddito.
Fino alla fine dell’800 in veterinaria sono stati utilizzati prodotti a base di piante medicinali sia per gli animali d’affezione che per quelli da reddito, oggi c’è una netta ripresa di queste terapie naturali sia per l’uomo che per gli animali. La prima notizia storica sull’utilizzo di prodotti fitoterapici per animali risale alla civiltà assiro-babilonese (3000 a.c.) dove venivano utilizzati rimedi galenici formulati con essenze vegetali.
La netta ripresa nell’utilizzo, oggi, di questi prodotti naturali in veterinaria, è dovuta anche agli innumerevoli vantaggi che la fitoterapia offre.

Vantaggi che giustificano l’utilizzo del fitoterapico rispetto al farmaco di sintesi:

1)Ridotta tossicità con trattamenti più prolungati sia nella prevenzione che nella cura.
2)Utilizzo complementare ai farmaci di sintesi con ridotto impiego di essi.
3)Ridotti o assenti tempi di sospensione del prodotto fitoterapico rispetto al farmaco.
4)Vasto campo di applicazione.
5)Assenza di residui farmaceutici negli alimenti ( carne, latte, uova, ecc.) prodotti da animali da reddito trattati farmacologicamente.

Occorre considerare gli allevamenti intensivi dove l’utilizzo dei farmaci in particolare degli antibiotici è prassi consolidata con aumento di antibiotico-resistenza sia per l’animale che per l’uomo-
Anche l’Unione Europea raccomanda l’uso moderato e prudente degli antibiotici e in alternativa l’uso di antimicrobici naturali (olii essenziali) e di piante medicinali immunostimolanti ( Echinacea-Uncaria-Rosa canina ecc.)

Patologie in cui possiamo intervenire con prodotti fitoterapici:

1)Dermatologiche ( prurito- dermatosi – eczemi – contusioni)
Molte volte sia cani che gatti ma anche grossi animali come i cavalli e i bovini possono manifestare delle forme di dermatosi atopiche con prurito fastidioso e arrossamento dovute o a qualche allergene o al cibo o alla puntura di qualche animaletto. Molti veterinari prescrivono cortisonici sia in pillole che in crema, l’alternativa fitoterapica a ciò sono toccature con garza imbevuta di Calendula T.M. da effettuarsi almeno 3 volte al dì per poi mettere una crema a base di Calendula – Aloe e olio di Iperico. Eventualmente in casi più complicati aggiungere del Ribes Nigrum M.G. in gocce per uso orale ( posologia secondo il peso)
Nelle contusioni per grossi animali, possiamo utilizzare anche Arnica fiale uso veterinario.
Per piccoli animali va bene Arnica composta in granuli.
Tutte le piante medicinali possono essere utilizzate sempre personalizzando la terapia secondo il peso, la razza dell’animale sia in tisana appetibile da bere che in gocce o in capsule da aprire e sciogliere il contenuto in cibo appetibile oppure sotto forma di sciroppo.

Piante Medicinali da utilizzare:

Calendula sia in crema che in T.M.- Aloe – olio Iperico – Ribes Nigrum M.G. – Arnica-Propoli
Bardana-Viola del Pensiero.

2)Gastroenteriche ed Epatiche

Quando gli animali sono inappetenti non sono vivaci come al solito occorre tenerli a dieta e disintossicarli con piante medicinali quali:
Cardo mariano- Carciofo- Ficus carica M.G.- Melissa – Finocchio.
Principalmente in capsule da sciogliere su cibo appetibile oppure fargliele deglutire. Per grossi animali anche la preparazione di flaconi da 500ml. di sciroppo contenenti gli estratti delle piante viste sopra può essere un buon modo di somministrazione soprattutto per i cavalli.

3)Problematiche comportamentali ( ansia – iperattività – emotività – paura-)

Molti animali sia gatti che cani ma anche cavalli a volte sono emotivi, ansiosi, paurosi, non socializzano con gli altri, per cui se debbono viaggiare occorre sedarli ma non con gli psicofarmaci ma in modo naturale, così quando c’è un temporale con tuoni.

Piante Medicinali per animali ansiosi – iperattivi – emotivi – paurosi:

Valeriana – Melissa – Biancospino – Passiflora – Tilia M.G. sia in gocce che in estratti titolati come fitocomplesso. La dose e la forma farmaceutica da scegliere secondo l’animale, il peso e la razza: capsule, gocce. Per piccoli animali anche flaconi di sciroppo da 100ml.di estratti di Melissa – Biancospino – Passiflora – Valeriana( 2 cucchiaini 2-3 volte die) è una buona forma di somministrazione oppure un contagocce di Tilia macerato glicerico di circa 15 gocce in bocca.

4)Dolori articolari – muscolari –artrosi (dovute all’età dell’animale)

Artiglio del Diavolo – Boswellia – Salice – Spirea olmaria – Ribes nero. Il Ribes nero da utilizzare sia come estratto secco titolato che in gocce come macerato glicerico (M.G.) . Sia le capsule di fitocomplesso che le gocce avranno dosaggi che varieranno secondo il peso e la razza dell’animale così come la forma di somministrazione.

Conclusioni:
Oggi sappiamo che l’uso dei prodotti veterinari sia farmacologici che dietetici è principalmente nelle mani degli operatori zootecnici e dei medici veterinari, la cui conoscenza dei prodotti fitoterapici è alquanto limitata, per cui è sempre più importante un collegamento e soprattutto una collaborazione fra coloro operatori sanitari esperti e specialisti in fitoterapia quali i farmacisti, che possono elaborare nei loro laboratori forme fitoterapiche personalizzate per ogni animale, con i veterinari.
Oltremodo sarebbe importante tenere dei corsi universitari specifici, sulle varie patologie che affiggono oggi gli animali sia quelli d’affezione che quelli da reddito e sulle terapie naturali a base di piante medicinali per poterli curare in modo meno invasivo e con molti meno effetti collaterali.
Anche le riviste del settore dovrebbero dare maggiori informazioni agli esperti ( farmacisti-veterinari) anche in relazione ai proprietari degli animali la cui sensibilità per i prodotti naturali stanno notevolmente aumentando.

Pietro Mascheri

Bambini in sovrappeso

BAMBINI IN SOVRAPPESO

Una buona percentuale di bambini in età scolare è in sovrappeso.

LE CAUSE
Le cause sono molteplici : a) cibi troppo raffinati con poca fibra -b) abuso di zuccheri semplici ( dolci-caramelle-cioccolate- merendine ecc.) c) fritti (patatine) cibi conservati- d) vita sedentaria ( giochini –play station- televisione) .

NON RIUSCIAMO A DIRE DI NO
Né i genitori, tantomeno i nonni riescono a dire no oggi ai propri figli e ai propri nipoti. Infatti è molto più facile dire di si che dire di no, soprattutto sulle leccornie che abitueranno il bambino ad una vera e propria assuefazione allo zucchero raffinato e quindi se non farà un qualsiasi sport o movimento quotidiano, accumulerà grassi e zuccheri nel tessuto adiposo (pancia, glutei, cosce ).
La stragrande maggioranza di bambini in sovrappeso diventeranno adulti obesi con tutte le conseguenze legate a questa patologia.
Fin dalla nostra nascita siamo quello che mangiamo per questo motivo è importante fin dal primo svezzamento seguire un’alimentazione sana ed equilibrata che permetta al bambino una crescita armonica con peso nella norma .

LA PRIMA TERAPIA E’IL CIBO
Dovremmo domandarci ogni qualvolta un bambino si ammala o quando lo vediamo assente, apatico, privo di concentrazione, cosa mangia. Di solito questo viene fatto solo per i lattanti infatti se sopraggiunge un problema durante il periodo dello svezzamento da sei mesi fino a circa i due anni come inappetenza, vomito, diarrea, allergie ecc. il pediatra domanderà che cosa mangia il bambino e di conseguenza modificherà la dieta. Mentre ai bambini in età scolare che hanno ormai un’alimentazione come un adulto non viene più domandato cosa mangiano quando stanno male.
Molti disturbi come il calo di difese immunitarie, la mancanza di stimoli, di concentrazione, di appetito, sono dovute ad una dieta squilibrata dove prevalgono i glucidi raffinati ( zuccheri-cioccolate ecc.) e dove mancano frutta e verdura di stagione, cereali e legumi. I cibi ricchi di zuccheri semplici raffinati si definiscono cibi stressogeni, perché ad una iniziale iperglicemia, fa seguito una ipoglicemia rebound con secrezione di adrenalina, quindi stress e calo delle difese immunitarie. Per questo motivo l’alimentazione del bambino deve essere sia qualitativamente che quantitativamente equilibrata. Purtroppo oggi si trasmettono ai figli abitudini e stili di vita di una cultura della malattia e non della prevenzione con un’alimentazione eccessiva e a volte di scarsa qualità.

LA QUALITA’ DEL CIBO
Oggi non c’è più tempo per cucinare, i ritmi veloci imposti dalla nostra società, fanno sì che per praticità si adoperino cibi conservati e confezionati in vasetti e scatolette, basta guardare la pubblicità delle multinazionali del cibo già pronto per ogni evenienza. Senza generalizzare occorre dire che in questo tipo di cibo conservato oltre ai vari additivi, coloranti e conservanti c’è una povertà nutrizionale che a lungo andare può nuocere alla salute e al benessere del bambino.

IL CIBO DEL BAMBINO
Occorre premettere che in un’ottica di prevenzione alla malattia il ministero della salute, le scuole, dalle materne all’università dovrebbero fare educazione alimentare coinvolgendo la famiglia.
Tutto ciò per non trasmettere abitudini e stili di vita sbagliati e per far sì che le nuove generazioni possano godere di una salute derivante da un’alimentazione corretta.
Il lattante quando inizia ad assaporare i primi cibi non conosce nessun gusto per cui è semplice impostare un’alimentazione corretta. E’ in questo momento che piano, piano occorre introdurre tutti i cibi in modo che il bambino possa avere un’alimentazione completa e variegata.
Frullati di verdure e di frutta freschi di stagione, passati di verdure e succhi di frutta fresca preparati estemporaneamente in modo che conservino tutte le vitamine e i sali minerali possibilmente provenienti da agricoltura biologica, sono alla base di una corretta alimentazione.

Latticini : per il bambino in sovrappeso il latte dovrebbe essere scremato o parzialmente scremato
così come lo yogurt, mentre i formaggi meglio quelli freschi come ricotta,stracchino, mozzarella.

Zuccheri Composti: il pane bianco prodotto da farine raffinate oltre a non contenere fibra (sostanza molto importante per non ingrassare e per risparmiare insulina ), perde durante la raffinazione magnesio, sali minerali e anche la vitamina B1, importante per il metabolismo dei glucidi, viene distrutta e la sua carenza può provocare problemi digestivi e di spossatezza. Per cui sarebbe importante anche nel bambino come per l’adulto utilizzare pane integrale. Le patate hanno un indice glicemico elevato e soprattutto quelle fritte andrebbero evitate.
La pasta sarebbe preferibile integrale per quanto detto sopra però può andar bene anche quella con farina bianca possibilmente sempre di grano duro evitando le farine di grano tenero, importante è non farla mai scuocere permettendogli così di mantenere un indice glicemico più basso. Il riso va bene anche non integrale associato alle verdure come pomodori, melanzane, piselli, cavoli, lenticchie.

Zuccheri Semplici: Ai bambini non si può vietare completamente lo zucchero anche se si raccomanda una grande attenzione nel consumo per non abituarli al gusto dello zucchero e alla sua assuefazione e a volte ad una vera e propria dipendenza. Occorrerebbe evitare lo zucchero bianco usando quello integrale sia nei dolcetti fatti in casa che nelle marmellate. Oggi i bambini assumono l’80% degli zuccheri nelle caramelle, cioccolate, budini, pasticcini, gelati, barrette, merendine che vengono pubblicizzate ogni momento dai media, per questo è importante un’educazione globale che coinvolga tutte le istituzioni nella lotta contro lo zucchero. Basta ricordare come i diabetici in Italia siano sempre ogni anno di più e sempre più giovani, grazie ai cibi raffinati e agli zuccheri semplici e alla vita sedentaria.

Bevande: La bevanda migliore per il bambino è l’acqua, tutte le bibite gassate, i succhi di frutta industriali, la cola tanto pubblicizzata e tanto di moda nei bambini contiene acido fosforico, zucchero e caffeina veri limiti alla normale costruzione scheletrica nell’età infantile. Durante le feste e i compleanni in via del tutto eccezionale possiamo permettere che il bambino ne beva una piccola quantità per non farlo sentire emarginato dal contesto sociale, sempre però prima averlo edotto sui pericoli per la propria salute immediata e soprattutto futura.

L’alimentazione del bambino: L’alimentazione nell’età infantile come abbiamo già visto deve essere varia ed equilibrata per questo occorre evitare il sovraccarico di glucidi per non stimolare in maniera anormale l’insulina con la conseguenza dell’aumento di peso nel bambino e con il rischio che da adulto il sovrappeso diventi obesità e apra la porta al diabete all’ipertensione e alle malattie cardiovascolari.
I pasti devono contenere proteine, glucidi e lipidi e anche fibre.

Colazione: La colazione dovrebbe essere il pasto più consistente della giornata è infatti la benzina che deve dare forza, energia e concentrazione al bambino per questo sono importanti i glucidi composti veri e propri energetici a lunga gittata e non le merendine i pasticcini, le cioccolate prive di nutrienti e che danno subito un picco iperglicemico per poi dare un’ipoglicemia con calo di concentrazione, svogliatezza e stress.
Si consiglia pertanto yogurt per equilibrare l’ecosistema intestinale per prima cosa e non a fine colazione in quanto i succhi gastrici distruggono i fermenti lattici poi pane integrale tostato con marmellata di frutta con zucchero integrale oppure cereali possibilmente integrali senza zucchero o caramello aggiunto, latte parzialmente scremato o scremato o intero a seconda del peso del bambino.
Frutta fresca di stagione o spremute di frutta. Si sconsiglia il miele per i bambini in sovrappeso in quanto il miele ha un indice glicemico elevato.
Evitare di portare a scuola panini, merendine, biscotti. Sarebbe buona abitudine dopo aver fatto una ricca colazione portare una bottiglietta d’acqua e bere durante la mattinata a piccoli sorsi e una frutta da mangiare a metà mattinata.

Pranzo: Il pranzo dovrà essere a base di proteine quindi o carne o pesce evitando i glucidi con indice glicemico elevato, quindi come contorno possiamo aggiungere zucchine, fagiolini, spinaci, insalata, pomodori, finocchi, carote sedani, anche patate lesse, riso o semolino il cui indice glicemico è medio. La verdura di stagione o cruda oppure cotta al vapore per non far perdere ad essa le vitamine e i minerali. Inoltre come contorno si possono utilizzare anche piselli verdi, cavolfiore, funghi.

Merenda: La merenda è importante per il bambino soprattutto se fa sport e quindi deve essere a base di glucidi per dare ulteriore energia. Si consiglia pane integrale con olio di oliva extravergine e pomodoro, oppure pane integrale e una barretta di cioccolato fondente dove la % di cacao deve essere superiore al 70% oppure macedonia di frutta fresca di stagione.

Cena : La cena del bambino può essere come il pranzo a base di carne o di pesce o di uova oppure costituita da un piatto unico formato da glucidi e proteine ( pasta, riso e legumi). Molto importanti sono le verdure le quali i bambini che, fin dalla più tenera età, non sono stati abituati a mangiarle non ne consumano a sufficienza, perdendo così le vitamine, i sali minerali, gli oligoelementi e la fibra che sono indispensabili alla loro crescita. Tanto è vero che molte mamme devono far ricorso alla farmacia per ovviare a tale carenza comprando per i propri figli, che non mangiando verdura e frutta hanno problemi di stitichezza e sono più svogliati e disattenti, la fibra confezionata in bustine e gli integratori di minerali e vitamine. Se ci pensiamo un attimo ci rendiamo conto del paradosso e degli errori che noi genitori facciamo nel non educare i nostri figli ai prodotti che la natura ci offre.
Se il genitore ha un’alimentazione sana ed equilibrata dove in tavola ci sono sempre le verdure e la frutta di stagione, anche ai figli verrà trasmesso questo messaggio e si abitueranno a mangiarla a pranzo e a cena, altrimenti saremo costretti a far ricorso agli integratori.
Per ovviare a ciò si possono preparare dei primi piatti a base di zuppe di verdure o di passati di verdure è un altro modo questo per far mangiare loro la verdura. Altri piatti possono essere le verdure ripiene come i pomodori, le zucchine, le melanzane ecc. altro sistema per dargli verdura e fibra. Assolutamente da sconsigliare sono il cosiddetto “cibo veloce” dei fast-food troppo ricchi di grassi saturi e di glucidi e non fanno parte né della nostra cultura né della nostra cucina. Per arricchire la cucina del bambino potremmo preparare anche la pizza con farina integrale o farina di grano saraceno magari con sopra pomodori freschi e verdura e se un giorno in gita bisogna mangiare dei panini meglio utilizzare del pane integrale con prosciutto magro, formaggio fresco, pesce e qualche foglia di insalata e pomodori.

ELIMINARE LE CATTIVE ABITUDINI
Molte volte quando un bambino è in sovrappeso si tende sempre a sdrammatizzare e dire che nell’adolescenza ritornerà in forma, mentre sarebbe bene analizzare le sue abitudini di vita e la sua alimentazione. Di solito questi bambini fanno vita sedentaria e si alimentano in maniera squilibrata, inoltre ci sarà sempre un problema di metabolismo infatti il grasso in eccesso indica una cattiva tolleranza allo zucchero, quindi occorrerà diminuire drasticamente tutti gli zuccheri semplici che hanno elevato indice glicemico come abbiamo visto sopra. Inoltre abituare il bambino a praticare qualsiasi sport all’aria aperta e di movimento che servirà per eliminare lo stress da una parte e dall’altra a consumare i grassi e gli zuccheri in eccesso. Tutti i bambini che si mettono il pomeriggio davanti alla televisione fra un spot e un altro spizzicano o merendine o barrette o patatine fritte o caramelle o altro, accumulando grassi e zuccheri che finiranno nel tessuto adiposo.
Una volta eliminate le cattive abitudini e persi i chili superflui il bambino potrà reinserire gradatamente con attenzione anche i glucidi con indice glicemico più elevato.
E’ pur vero che molte volte nell’adolescenza il maschio necessita di un gran consumo di energie per cui tende a perdere i chili superflui dell’infanzia soprattutto se farà molto sport. Mentre la femmina vive l’adolescenza con il problema opposto dell’accumulo di chili, in quanto il suo sistema ormonale nella pubertà è molto sensibile ad ogni variazione del metabolismo. Per ovviare a ciò molte adolescenti improvvisano diete poco equilibrate con il rischio di anoressia e bulimia nonché di depressione.

Il Bambino apatico: Quando vediamo i nostri figli sovrappeso apatici, affaticati, assenti, privi di stimoli e concentrazione e a volte anche aggressivi, dobbiamo domandarci il perché e scopriremo che non mangiano frutta e verdura, che non fanno nessuno sport, che passano molto tempo davanti al televisore o al p.c. a mangiare patatine fritte, caramelle, cioccolate ecc. ecc. Gli stessi insegnanti notano durante la mattinata il calo di concentrazione i frequenti sbadigli di questi bambini con qualche chilo in più. La causa principale sta nell’eccesso di zuccheri che il bambino mangia nella prima colazione, zuccheri che creano un’iperglicemia momentanea a cui fa seguito nel corso della mattinata un’ipoglicemia che porta l’apatia, lo sbadiglio, il calo di concentrazione, lo stress e quindi l’aggressività e il nervosismo derivante da un non equilibrio metabolico. Se poi a scuola si portano merendine e bevande zuccherate, e, se a pranzo si mangiano grassi e zuccheri in abbondanza, si creerà una vera e propria abitudine che darà sempre maggiori stimoli a mangiare quei cibi: una vera e propria fame nervosa.

La Fitoterapia nel bambino in sovrappeso: Occorre premettere che quando si usano le piante medicinali nei bambini soprattutto in tenera età la terapia va impostata con la massima attenzione per il pericolo di allergie e di dosaggi sbagliati. Inoltre il sovrappeso del bambino dipende dallo stile di vita, dalle abitudini alimentari acquisite in famiglia e quindi in primis più che curare si deve cambiare anche se non è per niente semplice eliminare la voglia del “dolce” dopo essere abituati ad esso per molto tempo.
La prima cosa quindi è l’aggiustamento della dieta e lo stimolo a fare qualsiasi sport o movimento quotidiano che impedisca al bambino di stare molto davanti al televisore a mangiare di tutto e di più. Per aiutare il bambino in questo cambio di abitudini sia alimentari che di stile di vita, possiamo utilizzare delle piante medicinali in grado di rilassare e tranquillizzare il bambino ad non avere lo stimolo di assumere zuccheri.

Piante Medicinali consigliate: Tilia tomentosa ( macerato glicerico) le gemme fresche di Tilia sono un buon tranquillante e ansiolitico nella fame nervosa, viene adoperata anche nelle coliche gassose del neonato. Nella prima fase si possono dare 20 gocce in poca acqua prima dei tre pasti, la posologia può variare da 10 gocce a 30 gocce a seconda dell’età e del peso.
Altre piante medicinali da utilizzare per eliminare la voglia di zucchero e che non danno come la Tilia né assuefazione né dipendenza sono la Valeriana, la Passiflora, la Melissa. Si possono utilizzare sia in capsule come fitocomplesso che in estratti fluidi o tinture madri a seconda dell’età del peso verrà determinata la posologia e la forma fitoterapica sempre cercando di personalizzare la
terapia.
Pietro Mascheri

Bibliografia
C.Lu H. Curarsi con i cibi, Red edizioni,Como 1994
Bouhours J. La salute del bambino con le piante, Giunti M. Firenze 1982
Ducan P. La dieta Ducan Sperling&Kupfer editore Tn 2012
Campanini E. Fitoterapia e obesità Tecniche Nuove, Mi 1994
Gudrun Dalla Via Le combinazioni alimentari Red edizioni Como 1994
Mascheri P. I cibi antifreddo “Cucina e Salute”pp.55-56 Tecniche Nuove Mi 1994
Schilcher H. Fitoterapia in pediatria, O.E.M.F., s p a Mi 1996
Renzenbrink U. Dieta contro il cancro, Natura e Cultura editrice Sv 2003
Mascheri P. Verdi consigli per neo mamme “l’Erborista” pp.24-25 Tecniche Nuove Mi 1997
Mascheri P. Più sani e più snelli “ l’Erborista” pp. 39-40 Tecniche Nuove Mi 1997
Mascheri P. La terapia del cibo “l’Erborista “ pp.44-45-46 Tecniche Nuove Mi 2003
Mascheri P. La dieta della salute “Farmacia new” pp.34-35-36-37 Tecniche Nuove Mi 2002
Mascheri P. Salute e Malattia Prevenzione e cura con terapie naturali Litograf editor 2013.

Stress Ossidativo

STRESS OSSIDATIVO

Sono molteplici le cause delle ossidazioni che portano ad una diminuzione delle difese immunitarie, all’invecchiamento e alla morte delle nostre cellule.
E’ ormai appurato che intervenendo sullo stress ossidativo attraverso lo stile di vita e prodotti con potere antiossidante , ci potremmo garantire una vita più lunga e in buona salute.

Cause dello stress ossidativo

Inquinamento fisico ( raggi UVA e UVB, rumore, radiazioni)
Inquinamento atmosferico ( polveri sottili-gas nocivi di ozono, idrocarburi,
CO2-NO2, tricloroetilene, cadmio, formalina, piombo tetraetile, ecc. )
Inquinamento alimentare ( pesticidi, detergenti, pirolisi degli aminoacidi,
acidi grassi ossidati )
Inquinamento idrico ( nitrati, metalli pesanti )
Aumento ritmi veloci con conseguente cronicizzazione dello stress e aumento
di adrenalina e cortisolo.
Aumento di infezioni da batteri, virus, parassiti.

Tutto ciò porta alla produzione di molecole tossiche per il nostro organismo : i radicali liberi

Come riconoscere quando siamo stressati

Basta recarsi in farmacia e fare autoanalisi dei radicali liberi e calcolare il rischio cardiovascolare, in questo modo perdendo solo qualche minuto del nostro tempo, potremmo prevenire molte patologie che i radicali possono creare.

Danni causati dai radicali

Invecchiamento cutaneo ( rughe, perdita di elasticità, macchie)
Invecchiamento perioculare ( cataratta, degenerazione maculare )
Invecchiamento cerebrale ( Alzheimer, degenerazione cerebrale )
Invecchiamento generale ( malattie cardiovascolari, arteriosclerosi,
artrite reumatoide, degenerazione muscolare, cirrosi, enfisema polmonare.)

Come difendersi dall’attacco dei radicali

In condizioni di buona salute e soprattutto quando siamo giovani i radicali sono disattivati da sostanze antiossidanti come le vitamine A-C-E i minerali quali ferro- zinco- manganese- selenio e gli enzimi : superossido dismutasi, glutatione perossidasi, catalasi, tioredosina redattasi.
Purtroppo quando andiamo avanti con l’età questo corredo enzimatico tende ad esaurirsi e allora occorre oltre uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta ricca di frutta e verdura, aumentare le sostanze antiossidanti che troviamo in natura.

Antiossidanti naturali

In natura ci sono molte piante medicinali che contengono flavonoidi –iridoidi-vitamine e minerali utili a combattere lo stress ossidativo e a rallentare il naturale invecchiamento.
Gli ultimi studi hanno evidenziato come la Papaya fermentata ( FPP ) si sia dimostrata un eccellente antiossidante coadiuvante in varie terapie da quelle oncologiche fino a quelle immunostimolanti.

Studi Clinici sull’estratto di Papaya fermentata

La fermentazione del frutto tropicale della Papaya ( fermentazione che avviene con un procedimento biotecnologico secondo le normative internazionali ISO 2000 con misurazione del potere antiossidante in ciascun lotto ).
La FPP è il primo alimento funzionale in grado di controllare i radicali liberi attraverso la distruzione dei radicali idrossilici ( i più pericolosi fra i radicali), la stimolazione dell’enzima superossido-dismutasi (SDO) antiossidante essenziale prodotto dal nostro organismo e l’attivazione dei macrofagi e dei linfociti.

Effetti sul metabolismo epatico

Studi clinici effettuati dall’Istituto Russo di ematologia pediatrica, dall’Istituto Pasteur di Kyoto e dal Centro Russo di ricerca presso l’Accademia Russa di Scienze Mediche, hanno dimostrato come la FPP interferisca abbassando i livelli di SGOT- SGPT.

Attivazione di cellule “Natural Killer”

Presso la Scuola di Medicina dell’Università di Ehime in Giappone è stato riscontrato come la somministrazione orale di FPP in roditori affetti da tumore, abbia indotto un aumento significativo di cellule “Natural Killer”
Queste cellule Natural Killer hanno la capacità di distruggere direttamente le cellule tumorali.
Molto spesso i pazienti affetti da tumore sono gravemente deperiti a causa della mancanza di appetito che deriva dal toxo-ormone L. una sostanza che si riscontra nei tumori e che può sopprimere l’assunzione di cibo e acqua o idrolizzare e ridurre le quantità dei grassi corporei portando così a significative perdite di peso.
In uno studio condotto dall’Università di Ehime è stato evidenziato come FPP inibisca gli effetti del toxo-ormone.

Attivazione dei macrofagi
Il prof. Lester Packer ha dimostrato come la FPP provochi un’attività immunomodulante e antiossidante nella linea cellulare dei macrofagi.
L’Istituto di Ricerca sulle Vitamine di Mosca ha evidenziato come La FPP stimoli la produzione dell’anione superossido nei leucociti neutrofili e nei macrofagi, radicale essenziale nella distruzione dei microrganismi invasori attraverso un processo di fagocitosi.

Attivazione di interferoni

La somministrazione di FPP per un mese su volontari ha evidenziato un incremento del tasso medio di interferone gamma. Lo studio è stato effettuato dall’Istituto Pasteur di Kyoto.

Attivazione di Linfociti

Gli interferoni a loro volta hanno un effetto stimolante sui linfociti.Quindi la FPP può indurre indirettamente l’attivazione delle cellule T e B attraverso la sua dimostrata azione sugli interferoni.
Ciò è stato dimostrato anche da Luc Montagnier scopritore del virus dell’AIDS e premio nobel, sui
malati di AIDS ai quali somministrava FPP orale senza ottenere alcun effetto benefico su quella patologia; per contro, nei pazienti trattati in triterapia ( con tre farmaci) nei quali il numero dei linfociti T CD4 non risaliva, con l’estratto di FPP essi ripartivano alla grande.

Azione di neutralizzazione dei radicali liberi

Una ricerca effettuata presso la Scuola di Medicina dell’Università di Okayama in Giappone è stato evidenziato come FPP svolga un’azione di neutralizzazione di idrossiradicali pari al 95%.Un altro studio effettuato dal Dr.Mark E. specialista in geriatria – New York University Medical Center ha dimostrato come la FPP abbia un potere antiossidante 20 volte superiore della vitamina E.
Sempre l’Università di Okayama ha dimostrato come l’azione di neutralizzazione dei radicali della FPP, sia evidenziata anche in condizioni estremamente variabili e, a volte critiche.
Per quanto riguarda gli alcolisti è stato osservato come la FPP riesca a far recuperare loro un assorbimento normale di cobalamina, a migliorare i danni provocati alla mucosa gastrica, grazie ad un effetto antiossidante locale ( diminuzione della malondialdeide MDA-uno dei radicali più tossici per le nostre cellule e ossidasi-xantina ) e a migliorare la sintesi del glutatione ( antiossidante prodotto dal nostro organismo).

Lotta all’invecchiamento

Sappiamo come, i radicali liberi attaccando i lipidi di membrana,possono causare perossidazioni e quindi danni cellulari. In studi sperimentali separati su: invecchiamento, epilessia, lesioni epatiche, è stato dimostrato che la somministrazione di FPP, riduca le lipoperossidazioni. Gli stessi risultati sono stati ottenuti in uno studio sulla lesione cerebrale indotta da ischemie su ratti.
Si ritiene che sia i radicali liberi che la diminuzione dell’attività e del livello di superossido- dismutasi (SOD), siano coinvolti nel processo di invecchiamento. Quindi l’uso di antiossidanti e soprattutto di FPP per inibire i radicali liberi da una parte e la stimolazione e l’aumento della (SOD) dall’altra, siano l’unica strategia per la prevenzione e il rallentamento dell’invecchiamento.

Vantaggi nell’utilizzo di Papaya fermentata

Le malattie croniche e debilitanti come quelle epatiche, oncologiche, immunitarie, riducono notevolmente le nostre riserve sia difensive che energetiche, il risultato generale è debolezza e perdita di peso. La FPP oltre a combattere le infezioni e l’infiammazione, dal semplice mal di gola, alle infezioni microbiche, restituisce le energie necessarie ad aumentare le difese dell’organismo. Inoltre, visto che oggi l’uomo sempre di più ha uno stile di vita ricco di stress, di esposizione ad agenti chimici, a farmaci, a rumori, a fumo che aumentano i radicali liberi e indeboliscono l’organismo riducendo la risposta immunitaria. Questa condizione a lungo andare può dar luogo a malattie. L’uso della FPP, attraverso osservazioni e documentazioni, ha la capacità di ridurre gli effetti dello stress ossidativo. Uno dei primi scienziati a dimostrare ciò è stato Luc Montagnier, attraverso ricerche cliniche ha dimostrato come la FPP possieda proprietà di regolazione dell’ossido-riduzione (redox), degli oligoelementi, della chelazione di ioni metallici e della immunomodulazione.

LL

Dosaggi della Papaya fermentata

La dose corretta di FPP è altamente flessibile. Star bene o avere qualsiasi patologia non significa aumentare il suo dosaggio. Occorre iniziare con la dose base di 1-2 capsule die da 300mg. o con un cucchiaino di polvere granulare da sciogliere sotto la lingua oppure in acqua si può arrivare fino a 3-4 cucchiaini al dì che equivarrebbero a 6 cap. Occasionalmente si può iniziare con una dose d’attacco più forte per aumentare le difese immunitarie, vista la sicurezza e la bassissima tossicità della FPP evidenziata dalla DL50 condotta dall’Istituto Nazionale della Scienza e Tecnologia Giapponese.

Cibi e dieta antiossidante

Correggendo le nostre abitudini alimentari, potremmo rafforzare le nostre barriere difensive contro gli inevitabili attacchi dei radicali.

Colazione: Cereali biologici ( contengono selenio)-spremuta di arance-limoni-pompelmi (ricchi in vitamina C)

Pranzo:Verdura cruda o cotta al vapore di carote-spinaci-zucca gialla contenenti betacarotene e ferro, condite con olio extravergine di oliva o di mais o di girasole o di lino contenenti vitamina E – omega 6 – omega 3.
Cena: Proteine a base di carne o di pesce che ci offrono selenio e zinco e manganese oppure proteine della soia o fagioli-ceci-lenticchie, abbondante verdura di stagione. Inoltre durante la giornata bere a piccoli sorsi acqua o tisane e mangiare la frutta .
Da evitare e diminuire grassi saturi, fritti, insaccati, zuccheri semplici e raffinati.

Conclusioni
Il degrado ambientale è oggi una triste realtà e il suo ritmo è accelerato da veleni nocivi e da agenti chimici e patogeni responsabili di molte malattie. Per rimanere sano, l’organismo dovrebbe essere dotato di meccanismi di difesa sempre pronti ed efficienti. Basandoci sulle evidenze documentate sopra viste, possiamo concludere che in effetti la FPP apporta miglioramenti al sistema immunitario e aiuta a migliorare le patologie provocate dai radicali liberi. Nonostante siano stati conclusi numerosi studi di ricerca e siano ora disponibili per supportare queste affermazioni, l’Istituto di ricerca Osato, continua ad effettuare ulteriori studi nella speranza di fare ancora più luce sulla capacità della FPP di accrescere la qualità della vita per tutti.

Pietro Mascheri

Bibliografia

L.Montagnier –La scienza ci guarirà –Sperling & Kupfer 2009 Tn

P.Mantello-Medicina Naturale 2004

P. Mascheri –Salute e Malattia- Litograf editor 2013 Città di Castello

U.Veronesi-M.Pappagallo Verso la scelta vegetariana Giunti ed. 20011 Mi

G.Ventrigli-V.Murgia Il modello dell’omeostasi Aboca ed. 2010

U.Renzenbrink Dieta contro il cancro-Natura e Cultura ed. 2003 Sv

M.T. Murray Il potere delle piante medicinali CEC ed. 2002 Mi

R.Beliveau-D.Gingras L’alimentazione anticancro

P.Morandola-F.Marotta Il manifesto della lunga vita

J.Bradley –D.Willcox-D. Craig –Makoto Suzuky Okinawa l’isola dei centenari.
Sperling&Kupfer 2008

D.Servan-Scheiber Anticancro.Prevenire e combattere i tumori con le nostre
Difese naturali. Sperling&Kupfer 2008

La Menopausa è una malattia?

LA MENOPAUSA E’ UNA MALATTIA?

Terapie fitoterapiche e consigli dietetici per
viverla come un normale processo fisiologico

La menopausa per la donna rappresenta l’arresto definitivo del ciclo mestruale.
Si parla di menopausa conclamata solo dopo un anno di amenorrea. Questo è un fenomeno naturale ed è preceduto da mestruazioni irregolari e meno frequenti: la premenopausa. La menopausa sopraggiunge ad un’età media di 52 anni anche se il margine di variazione può essere da (45-60 anni).
Occorre ricordare che la menopausa non è una malattia bensì un processo fisiologico comune a tutte le donne che segna una tappa della vita, a tale processo possono associarsi una serie di sintomi sgradevoli e amplificati da ragioni di ordine psico-sociale personali.E’ importante insistere sul carattere individuale e non generalizzato di questi inconvenienti anche se le modificazioni fisiologiche sono le stesse per ogni donna.

Cosa succede dal punto di vista ormonale:

Il ciclo mestruale normale si divide in due fasi:

dal 1° al 14° giorno vi è una secrezione ormonale di estrogeni che produce ogni mese un ovulo.
dal 14° al 28° giorno vi è una secrezione di progesterone che prepara l’utero all’annidamento dell’ovulo fecondato, se non vi è fecondazione, l’ovaio blocca la secrezione al 28°giorno determinando la comparsa delle mestruazioni.

La premenopausa è caratterizzata da una diminuzione della secrezione di progesterone che determina cicli irregolari ( più distanziati-più lievi-più abbondanti ) .
La menopausa segna la fine della secrezione di estrogeni.

Disturbi legati alla menopausa

-Vampate di calore ( colpiscono una donna su due)

-Secchezza delle mucose ( soprattutto quelle genitali )

-Disturbi neuro-vegetativi ( palpitazioni-cefalee-stanchezza-irritabilità-insonnia )

-Aumento di peso ( 2-4 kg.)

-Osteoporosi ( demineralizzazione ossea )

-Rischio cardio-vascolare ( i cicli ormonali proteggono la donna dal rischio cardio-vascolare)

Trattamento farmacologico

Il trattamento classico prevede la terapia ormonale sostitutiva, oggi quasi del tutto abbandonata, visti i rischi a cui la donna andava incontro assumendo gli ormoni di sintesi chimica.
Trattamento fitoterapico

Oggi sempre più ginecologi consigliano nella menopausa terapie fitoterapiche naturali eliminando i rischi degli ormoni di sintesi. Esistono in natura delle piante con strutture ormonali estrogeniche quali i semi di Soia, il Luppolo, l’Alfa-alfa, Trifoglio rosso, Cimicifuga, Agnocasto, mentre la Salsapariglia è progesterone.simile.

Semi di Soia:
Contengono isoflavoni come la Daizeina- Genisteina- Gliciteina i quali hanno effetti simili agli estrogeni ( la loro azione è di circa 1000 volte più debole dell’estradiolo ) sono quindi blandi estrogeni ma si fissano con la stessa affinità sui recettori estrogenici di tipo II, questo legame è competitivo ma reversibile. I fitoestrogeni inibirebbero il legame dell’estradiolo con il suo recettore Ciò è stato dimostrato dallo studio comparativo effettuato fra donne orientali e donne occidentali. Le donne orientali con un’alimentazione soprattutto a base di soia hanno un ciclo mestruale nell’arco della loro vita più lungo, una minore incidenza di tumori al seno, una casistica più bassa di osteoporosi, di vampate di calore, di secchezza delle mucose e disturbi cardio-vascolari quasi inesistenti.
Uno studio in doppio cieco ( EDEN) del 1996 ha dimostrato come gli isoflavoni di soia diminuirebbero tutti i sintomi della menopausa tra cui le vampate di calore.( tab. 1 )
Ultimamente è stato riportato su alcune riviste scientifiche come la Genisteina abbia un’azione inibitoria sulla proliferazione delle cellule tumorali della mammella, della prostata, del colon e del retto, attraverso una riduzione delle lesioni precancerose. Altri studi farmacologici hanno evidenziato una relazione fra apporto alimentare di isoflavoni di soia e prevenzione della perdita ossea dovuta a carenza ormonale.

STUDIO SU DONNE IN MENOPAUSA

Doppio cieco su 58 donne post.menopausa
La cui età media era 54 anni con almeno 14
vampate di calore die.In 29 donne è stata
aggiunta all’alimentazione farina di soia
all’altro gruppo di 29 donne è stata aggiunta
farina di grano. Dopo alcuni giorni si è
notato, nel primo gruppo, una diminuzione
delle vampate di calore del 42% contro il
10% del secondo gruppo.

Tab.1

Piante medicinali da utilizzare in menopausa

Alfa-alfa:

L’Alfalfa o erba medica contiene le cumarine delle quali il più importante è il cumestrolo simile dal punto di vista molecolare all’estradiolo di cui possiede le proprietà estrogeniche, inoltre contiene vitamine, calcio per cui è indicata nella menopausa conclamata e nell’osteoporosi.

Luppolo:

Il Luppolo contiene flavonoidi, tannini, sostanze amare: umulone e lupulone e sostanze estrogeniche. Proprio per quest’ultime è indicato nella menopausa soprattutto nelle vampate di calore e anche nella dismenorrea.

Trifoglio rosso:

Il Trifoglio rosso è un’altra pianta contenente isoflavoni e quindi indicata nella menopausa.
Gli ultimi studi posizionano il trifoglio rosso sulla depressione post-menopausale.

Cimicifuga:

Contiene sostanze con proprietà ormonali estrogeniche. Può essere utilizzata nei disturbi della menopausa sia per la sua attività estrogenica che per le proprietà calmanti del sistema neuro-vegetativo e come ipotensivo.

Agnocasto:

Contiene isoflavoni e il suo meccanismo d’azione è simile alla soia in quanto aumenta la produzione di ormoni da parte del corpo luteo favorendo l’attività estrogenica e progestinica.
Si consiglia nella menopausa accompagnata da ansia.

Salsapariglia:

La radice della Salsapariglia contiene saponosidi, ormoni e pre-ormoni del tipo testosterone e progesterone, per cui può essere indicata nella premenopausa.

SCHEMA DI TERAPIA FITOTERAPICA

Menopausa con vampate di calore:

Isoflavoni di soia 300mg. ( 1 cap. mattina e sera)

oppure Trifoglio rosso 350 mg. ( 3 cap. die)

Luppolo T.M. ( 50 gocce tre volte die)

Menopausa con osteoporosi:

Alfa-alfa 200mg.-Ortica foglie 100mg.
(3 cap. die)

Menopausa con ansietà e nervosismo

Isoflavoni 300mg. (2 cap. die)

Agnocasto T. M. (50 gocce 2 volte die)

Consigli Igienico-Dietetici:

Si consiglia di arrivare alla menopausa con il giusto peso corporeo, di fare movimento quotidiano almeno 30 min. al giorno all’aria aperta (passeggiate a piedi o in bicicletta), di rispettare i ritmi biologici sonno e pasti, andando a dormire ai primi sbadigli e mangiare a bocca chiusa masticando bene il cibo.
Inoltre un’alimentazione ricca di verdura e frutta cioè di fibre(per evitare il sovrappeso) di vitamine e minerali, di legumi e di alimenti provenienti dalla soia come: latte di soia, tofu, germogli di soia ecc. per scongiurare vampate di calore, osteoporosi e prevenire tumori al seno.
Per coloro che fumano il consiglio è di diminuire o di smettere di fumare in quanto la donna in menopausa è più esposta al rischio cardiovascolare, non avendo più come protezione gli ormoni estrogenici.
Infine interiorizzare la cultura del “volersi bene” pensando che con la menopausa non termina nulla è solo una tappa del giro della vita e tutto può continuare come prima, l’importante è farsi trovare sempre pronti attraverso la prevenzione, lo stile di vita e le cure naturali, non invasive e se sapute utilizzare non iatrogene come le piante medicinali.

Pietro Mascheri