Interazione fra Piante Medicinali e Farmaci

Piante medicinali e farmaci non sempre vanno d’accordo. Quante volte i pazienti pensano che i fitoterapici siano innocui perché naturali, senza rendersi conto di tutte le possibili interazioni di sinergismo e antagonismo che le piante medicinali possono avere con i farmaci.Piante anticoagulanti:aglio-partenio-ginkgo- zenzero-ginseng-liquirizia hanno un’azione antiaggregante piastrinica pertanto devono essere evitate 24-48 ore prima di interventi chirurgici così come sconsigliata l’assunzione con farmaci antinfiammatori non steroidei (fans) e inibitori del re- uptake della serotonina, per aumento rischio sanguinamento e emorragie.Queste piante possono potenziare l’effetto anticoagulante della aspirina, della ticlopidina, del warfarin ecc. Piante medicinali come la cola, la farfara, il fieno greco, lo zenzero, il ginseng, leunurus cardiaca, la bursa pastoris, hanno attività cardioattiva( antiaritmica,inotropa o con effetto sui canali del calcio) quindi posso interagire con antiaritmici come amiodarone e digossina. Altre piante come sambuco, te’ di Giava , Tarassaco, ortica, serenoa, capsella e scilla possono interagire con terapie diuretiche e antipertensive. Piante con proprietà ormonali come il luppolo, l’agnocasto, la cimicifuga, la serenoa repens possono interferire con il tamoxifene in quanto si legano ai recettori degli estrogeni riducendo l’attività antitumorale del tamoxifene.La serenoa interagisce con gli antiandrogeni come il finasteride . Piante come il ginseng, l’eucalipto hanno un’azione ipoglicemizzante pertanto in soggetti diabetici in cura con Antidiabetici orali
aumentano il rischio di ipoglicemia.Piante come echinacea , uncaria che hanno azione immunostimolante non vanno assunte in corso di terapia immunosoppressiva con cortisonici o con azatioprina. Ci sono piante come il ginseng che non deve essere associato agli IMAO con rischi di aumento effetti collaterali come mal di testa, insonnia e effetti psicoattivi. L’Iperico con azione antidepressiva non va assunto con altri antidepressivi e con la digitale, con contraccettivi ormonali, con Warfarin, con fenobarbital, con fenitoina, con teofillina e ciclosporina. Infine le alghe tipo fucus possono interagire con amiodarone, tiroxina, litio e farmaci antitoroidei a causa dei suoi effetti sul metabolismo tiroideo. Quindi in conclusione pensiamo sempre che le piante medicinali sono dei veri e proprio farmaci naturali che non si possono prendere senza la consulenza del medico o del farmacista specializzati in fitoterapia e prima di prenderle facciamo presente quali farmaci stiamo assumendo.

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Informazioni su pietromascheri

PIETRO MASCHERI, nato a Città di Castello, si è prima laureato in Farmacia e poi in Sociologia, si è quindi specializzato in Fitoterapia presso l’Uni-versità degli Studi di Siena e presso – Istituto Internazionale di Fitoterapia. Si occupa di piante medicinali, di terapie naturali, di prevenzione e di educaziofle sanitaria da molti anni.Ha insegnato Fitoterapia e Medicina naturale presso varie UNITRE della Toscana, scrive su alcuni giornali e riviste specializzate di terapie fitoterapiche e naturali. Ha pubblicato: «impiego di erbe e piante medìcinali nella memoria storica dei rimedi verdi e delle Fitoterapie» in (l’arte al potere) Compositori,, Bologna, 1992; «Al di là del sintomo» ed. Era Nuova, Perugia, 1994.

Pubblicato il agosto 6, 2015 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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