LA POTENZA DELL’AGLIO da spezia ad antitumorale

LA POTENZA DELL’AGLIO
( da spezia ad antitumorale )

L’Aglio è la pianta più semplice e più comune che esista, viene coltivata in tutto il mondo, appartiene alla famiglia delle liliacee, il bulbo fresco o essiccato rappresenta la parte usata sia come spezia che come pianta medicinale.

Cenni Storici:

Conosciuto fin dalle prime civiltà Assiri e Babilonesi, veniva utilizzato dai faraoni che ne davono uno spicchio tutte le mattine ai lavoranti delle piramidi affinchè non si ammalassero. Documenti sanscriti testimoniano dell’uso dell’aglio circa 5000 anni or sono, così come il Codice Ebers, un papiro egizio di argomento medico risalente al 1550 a.C. cita l’aglio come efficace rimedio contro una serie di disturbi come ipertensione, mal di testa, morsicature, parassitosi. Certamente era una medicina istintiva e prerazionale non si conoscevano certo le molecole dell’aglio.
Nel 1721, durante un’epidemia di peste a Marsiglia, per seppellire i morti furono chiamati quattro pregiudicati reclusi, che si dimostrarono immuni alla malattia. La loro immunità era dovuta ad una mistura formata da aglio fatto macerare nel vino che avevano bevuto. Questa bevanda divenne famosa in Francia come:”vinaigre des quatre voleurs”(aceto dei quattro ladri) ancora oggi si trova in Francia. Anche il Manzoni nel 1800 nei Promessi Sposi cita i monatti come coloro che seppellivano i morti di peste e non si ammalavano in quanto si cospargevano di aglio.
L’attività antibiotica dell’aglio fu notata anche da Pasteur nel 1858, mentre Albert Schweitzer l’usò in Africa contro la dissenteria amebica, fu anche utilizzato come antisettico nelle prevenzione delle cancrene durante le due guerre mondiali.

Composizione chimica

Contiene un olio essenziale costituito da composti contenenti zolfo:allicina, diallildisolfuro ed altri.
Questi composti volatili sono ritenuti i responsabili della maggior parte delle proprietà farmacologiche dell’aglio. Altri costituenti sono:alliina (S-allil e S metil-L-cisteina sulfossido), proteine,oligoelementi ( selenio), vitamine, glucosinolati ed enzimi.
L’allicina è la responsabile dell’odore pungente dell’aglio.

Attività farmacologica

Attività antimicrobica
Molti studi dimostrano come l’aglio abbia un’attività antimicrobica a largo spettro contro batteri, virus, vermi, funghi.

Attività antibatterica
Alcuni lavori effettuati sia in vitro che in vivo dimostrarono come sia il succo di aglio che l’allicina inibissero la crescita di specie di Staphylococcus, Streptococcus, Bacillus, Brucella e Vibrio a basse concentrazioni.
In studi più recenti si è riscontrato che i preparati di aglio fresco, di aglio essiccato sotto vuoto e di aglio polverizzato sono degli efficaci antibiotici contro molti batteri tra cui: Staphylococcus aureus, Streptococcus alfa e beta emolitico, Escherichia coli, Proteus vulgaris, Salmonella e Klebsiella pneumoniae. In questi studi gli effetti antimcrobici dell’aglio sono sovrapponibili a quelli di antibiotici di uso comune di prima generazione come le penicilline, le tetracicline, il cloramfenicolo e l’eritromicina.

Attività antifungina
L’aglio ha dimostrato in molti studi in vitro e in vivo un’apprezzabile attività antifungina.
In studi specifici su animali è stato dimostrato come l’aglio inibisca la Candida albicans e come sia più potente della nistatina e del violetto di genziana.

Effetti antielmintici
Nella società contadina veniva usato nei bambini contro gli ossiuri, gli ascaridi e le tenie, oggi è stata dimostrata scientificamente l’attività antielmintica dell’aglio contro i comuni parassiti dell’intestino.

Effetti antivirali
E’ stata dimostrata un’attività antivirale sia in vivo nei topi nelle infezioni da virus dell’influenza che in vitro dell’aglio fresco e dell’allicina.
In vitro l’aglio fresco, l’allicina ed altri composti solforati dell’aglio hanno distrutto i virus herpes simplex di tipo 1 e 2, parainfluenzale di tipo 3. Il virus della stomatite vescicolare e il rhinovirus umano di tipo 2.

Effetti immunostimolanti e antitumorali
Gli estratti di aglio e di allicina hanno dimostrato significativi effetti antitumorali negli studi su animali. Negli studi sull’uomo si è evidenziato come l’aglio inibisca la formazione di nitrosamine (potenti precursori cancerogeni che si formano durante la digestione).
Gli studi epidemiologici altresì hanno dimostrato come esista una correlazione fra consumo di aglio e tumori. Infatti nelle comunità dove si consuma più aglio l’incidenza tumorale è inferiore. Ad esempio in Cina in uno studio comparativo sulla popolazione di regioni diverse si è evidenziato come i decessi per tumore dello stomaco erano significativamente inferiori dove il consumo di aglio era più elevato.

Applicazioni Cliniche dell’aglio

Prima di parlare delle applicazioni cliniche dell’aglio occorre fare una premessa doverosa sui preparati che si trovano in commercio. Questi preparati per essere accettati dai consumatori sono molte volte sviliti della componente principale dell’aglio che è l’allicina responsabile dell’odore pungente e poi dell’alitosi che si crea dopo aver ingerito l’aglio. Quindi l’aglio inodore a volte è meno efficace dell’aglio fresco che contiene tutto il totum della pianta stessa. I prodotti standardizzati in commercio devono fornire una dose quotidiana di almeno 10mg. di alliina o un potenziale di allicina di 4000 microgrammi. Questa quantità è approssimativamente uguale ad uno spicchio (4 gr.) di aglio fresco.Occorre perciò incoraggiare tutti coloro che sono ipertesi, dislipidemici con alti livelli di colesterolo a mangiare almeno uno o più spicchi d’aglio tutte le mattine a digiuno.
L’aglio infatti ha dimostrato in numerosi studi in doppio cieco, controllati con placebo, di prevenire le malattie cardiovascolari (infarto ed ictus) attraverso un abbassamento del colesterolo del 12%, delle LDL del 15%, dei trigliceridi del 10% e un aumento delle HDL del 15%.

Studio su vegetariani che non mangiavano aglio

Negli anni ‘80 i ricercatori studiarono vari gruppi di vegetariani con diete identiche della comunità di Jain in India alcuni gruppi mangiavano aglio ed altri no. Furono osservati numerosi effetti vantaggiosi nei lipidi del sangue in coloro che mangiavano aglio, mentre il fibrinogeno nel sangue era molto alto nel gruppo che non mangiava aglio.

Aglio come ipotensivo
Sia sull’uomo che sugli animali l’aglio ha mostrato di possedere un’attività ipotensiva. Infatti in pazienti ipertesi è stato dimostrato un abbassamento della pressione sistolica di 20-30mm Hg. e di quella diastolica di 10-20mm Hg. Il meccanismo antipertensivo dell’aglio sembra essere in relazione al suo contenuto di zolfo e alla sua capacità di abbassare i livelli lipidici.

Aglio come inibitore dell’aggregazione piastrinica

L’aggregazione piastrinica è un grave rischio per le malattie cardiovascolari (infarto-ictus) che può provocare, prevenirla attraverso l’inibizione con preparazioni standardizzate di aglio significa prevenire l’aterosclerosi e le sue più dirette conseguenze.

Studio in doppio cieco

A 120 pazienti con aumentata aggregazione piastrinica sono stati somministrati 900mg. di aglio estratto secco al 1,3% di alliina- ad altri 120 un placebo, per 4 settimane.

Gruppo trattato con aglio:
-scomparsa aggregazione spontanea piastrine
-aumento microcircolazione cutanea del 47,6%
-diminuzione viscosità del sangue al 3,2%
-diminuzione pressione diastolica
-diminuzione concentrazione di glucosio nel sangue.

Aglio nella prevenzione dell’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità( LDL)

E’ stato effettuato uno studio su volontari sani trattati con 600mg. di preparato d’aglio contenente 7,8 mg. di alliina al giorno per 14 gg.
Dopo 2 settimane hanno presentato il 34% di minor predisposizione alle ossidazioni delle lipoproteine.
Questo risultato è tanto più valido visto il breve periodo di trattamento per sviluppare un effetto sull’ossidazione delle lipoproteine

Tossicità dell’aglio
L’aglio fa parte del nostro DNA l’abbiamo sempre mangiato fin dal primo uomo per cui non rappresenta un qualcosa di estraneo per il nostro organismo, per cui viene riconosciuto dai nostri enzimi e metabolizzato senza effetti collaterali. Quindi ai dosaggi alimentari comunemente usati non arreca nessuna tossicità.

Pietro Mascheri

Bibliografia

Michael T Murray ND Il potere delle piante medicinali CEC editore 2003 Milano

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Informazioni su pietromascheri

PIETRO MASCHERI, nato a Città di Castello, si è prima laureato in Farmacia e poi in Sociologia, si è quindi specializzato in Fitoterapia presso l’Uni-versità degli Studi di Siena e presso – Istituto Internazionale di Fitoterapia. Si occupa di piante medicinali, di terapie naturali, di prevenzione e di educaziofle sanitaria da molti anni.Ha insegnato Fitoterapia e Medicina naturale presso varie UNITRE della Toscana, scrive su alcuni giornali e riviste specializzate di terapie fitoterapiche e naturali. Ha pubblicato: «impiego di erbe e piante medìcinali nella memoria storica dei rimedi verdi e delle Fitoterapie» in (l’arte al potere) Compositori,, Bologna, 1992; «Al di là del sintomo» ed. Era Nuova, Perugia, 1994.

Pubblicato il novembre 15, 2014 su Articoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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